29 giugno 2009

ACCETTIAMO LA REALTA' : NON MI SO PROPRIO VENDERE

Da qualche giorno ho iniziato una estenuante e snervante caccia al lavoro...al lavoro meno peggio!
Avrò mandato una cinquantina di curriculum vitae agli annunci trovati negli appositi siti internet, sono sicura
anche di aver risposto più di una volta allo stesso annuncio...ma va beh! Può capitare!
Inserisco dati e non mi aspetto di essere chiamata!

Venerdì mi squilla il telefono, un'azienda di call center  mi propone un colloquio per oggi!

Mah...io al call center non mi ci vedo molto, anche e soprattutto da quando ho scoperto cosa vuol dire
la dicitura OUTBOUND....Si perchè i call center lavorano sia in INBOUND che in OUTBOUND..nel primo caso, si sta belli seduti, sulla propria sediolina girevole, con la cuffietta e il pc acceso ad aspettare che il telefono squilli e che il cliente chieda il vostro illuminato aiuto, nel secondo caso, e cioè il mio, si sta seduti sulla sedia girevole come sopra a mille chiodi arrugginiti, sotto controllo suppongo, perchè siete voi che dovete chiamare la gente, per lo più all'ora di pranzo,  per scassare l'anima con servizi e promozioni..

Insomma stamattina mi presento in questa azienda, sbaglio entrata ed entro con uno sciame di gente
che penso sia li per il mio stesso motivo ma che poi scopro essere li per lavorare...chiedo ad una signora e mi rispedisce al piano di sotto, arrivo alla reception dove c'è un esserino sgradevole, piccolo e stizzito, mi avvicino e chiedo : "Scusi per i colloqui?"
L'esserino mi fissa e non risponde, allora io con calma le dico : "Scusi, mi hanno fissato un colloquio per le nove!!"
Esserino : "E perchè è entrata da li?"
Io : "Mi sono sbagliata!"
Esserino: "Prego passi da questa parte "(al di la di una sbarra di ferro)!
Io spingo la sbarra ma quella non si muove, l'esserino mi guarda e sta zitta, io rispingo e l'esserino
con modi schifati, sgarbati e altezzosi mi fa : "La devi tirare a teee!"
A me viene da dire :" Allora gioia non è che io sto seduta tot ore al giorno dietro quel bancone a guardare da dove si tira o non si tira la sbarra eh..e vedi di stare calmina!"... ma faccio un mezzo sorriso di circostanza e mi porto dall'altra parte della maledetta sbarra.
Mi chiede nome e cognome e mi dice che devo aspettare qualche minuto...
Fa caldo, l'aria condizionata è spenta (suppongo) e mi rendo conto che quel posto è piu blindato della Banca d'Italia, la porta di ingresso si apre solo, se e quando l'esserino decide che è opportuno aprirla,
ci sono poi due sbarre di ferro una che si muove quando i dipendenti ci strusciano una carta e l'altra è manovrata indovinate da chii?

Dopo un po arriva un omone alto e ben piazzato, anche lui per il colloquio.
Dopo un altro po arriva una ragazza , anche lei per il colloquio.

Ma c'è da attendere, lo ha detto l'esserino!

Aspett
Aspett
Aspett

L'esserino si alza diventando più bassa di quando stava seduta e ci dice di seguirla, la seguo e mi rendo conto che la sua testa arriva alla mia spalla e che sculetta sui tacchi...la seguiamo e ci fa accomodare in uno stanzone quasi vuoto, c'è solo un grande tavolo, delle sedie e due distributori ladri, che mi hanno fatto spendere 1.65 euro per una bottiglietta d'acqua.

Ci sediamo tutti e tre e cominciamo a compilare questo foglio che è sul tavolo:
Dati anagrafici, formazione, esperienze lavorative...
Cominciamo a parlare tra di noi...
Scopro che l'omone cerca un secondo lavoro, e che la ragazza zompetta da un lavoro all'altro e che è la seconda volta che si propone a quest' azienda, la prima volta non è andata bene.

Aspettiamo, e nel mentre facciamo salotto, la ragazza ci spiega più o meno in cosa consiste il colloquio
e quando dice, che sarà comune a tutti e tre e che ad un certo punto tirano fuori un foglio e ti fanno simulare una telefonata, penso già di alzarmi e andarmene, che già inizio a sentirmi ridicola!

Aspett
Aspett
Aspett

Arriva un essere indefinito, tra l'essere maschio e l'essere femmina, con un capello nero corto e sparato, un ciuffettino ma proprio ciuffettino, biondo sugli occhi, la pelle scurissima, gli occhietti neri, e le unghie delle mani minuscole....a prima botta fatico a riconoscere una donna, ma lo è!
Si siede di fronte a noi e comincia a parlare a raffica, non mi chiedete come si chiamava e che ruolo avesse li dentro, che non l'ho capito!
Prende i moduli che abbiamo compilato e ci chiede un curriculum da inserire in mezzo.
Comincia a spiegare, ha una bella voce, ed è fredda come un blocco di ghiaccio, ho l'impressione che mi guardi più degli altri, sarà forse lesbica ed ho fatto colpo?
Io annuisco, come si fa a scuola con i professori..si, si, bene, bene, si!
Ogni tanto lancia una parola in inglese o un parolone in italiano ed io paro con la mia solita tecnica del si, si, bene, bene.

Insomma, lavorano per telecom ed enel e promuovono i loro servizi e/o promozioni, il lavoro è part time, 4 o 6 ore al giorno! Ci tiene a sottolineare che loro non cercano dipendenti ma COLLABORATORI, un tempo meglio noti come schiavi sfruttati! E dal punto squisitamente (testuali parole) economico, si tratta di un contratto a progetto, meglio noto come: hai finito di campare in pace; in pratica loro ti assicurano un fisso
mensile pari alla retta dell'asilo di mio nipote e poi il resto spetta a te, più contratti fai, più obiettivi (progetti) raggiungi, più guadagni...e loro vogliono questo, tanti contratti, perchè devi essere attivo ,che di pesi morti non se ne vogliono crescere in seno. E dice che una persona che fa il minimo indispensabile, che raggiunge la sufficienza si porta a casa dai 500 ai 600 euro. (Bugiaaa non ci credoo! Maliarda che non sei altro!)

Comincia l'inquisizione ed inizia proprio da me!

Maliarda : "Allora vedo che sei passata da una scuola tecnica a psicologia, come mai?"

Io : "Beh io credo di essere portata più per le materie umanistiche che per quelle tecniche però una ragazzina di scuola media non le capisce queste cose, e così mi iscrissi alla prima scuola che mi capitò a tiro!" (Bugiaaaaaa...io dopo la scuola media mi iscrissi all'istituto d'arte, ma dopo due giorni sono andata in crisi perchè era un posto troppo all'avanguardia per me, all'americana diciamo, con gli armadietti nei corridoi e il cambio di aula ad ogni ora, e questo correre su e giu in mezzo a tutta quella gente un po
particolare mi devastò l'anima, cosi mi venni ad iscrivere ad una scuola qui nel mio paese, piu calma e tranquilla...ma questo alla maliarda non potevo dirlo)

Maliarda : "Quindi è stata la prima una scelta sbagliata!"

Io : "Si, anche se tutto sommato me la sono cavata bene" (94/100 e non mi ricordo più niente)

Maliarda : "Si! Si!"

Maliarda : "E come fai per l'università?"

Io : "Fino alla scorsa settimana vivevo a Cuscì, ora sono tornata qui.."

Maliarda : "E ad ottobre come farai?"

Io: "Vado solo a dare gli esami e me ne ritorno qui!"

Maliarda : "Quando hai fatto l'ultimo esame?"

   Panico     Panico    Panico    Panico
   Mentire    Mentire    Mentire   Mentire

Io : "A gennaio!"

Maliarda : "E che esame era?"

Io: "Psicologia dinamica" (Bugiaaaa quell'esame non l'ho ancora fatto)

Maliarda: "Il prossimo?"

Io: "Ancora non lo so."

Sento le convulsioni vicine.

Maliarda : "Quindi questa sarebbe la tua prima esperienza lavorativa? Non ne hai avute altre?"

Io: "Diciamo che sarebbe la prima, in realtà ho lavorato in un negozio per più di un anno ma tutto nell'illegalità, ecco.."

Maliarda : "E come mai proprio il call center?"

Le vere ragioni sono :
- mi sono candidata ma non credevo di essere chiamata;
- devo lavorare e quindi un po tutto fa brodo;
- non serve la bella presenza per stare ad un telefono, quindi siamo a cavallo.
Ma questo alla maliarda proprio non si poteva dire..

Io: "Beh mi pare possa essere una cosa interessante!"

Mentre scrivevo il mio pietoso curriculum lungo una pagina ma se unisci ciò che c'è scritto
anche meno di mezza, mi venne la brillante idea di prendere spunto da altri curriculum e fu così che
scrissi tra le caratteristiche personali : Buone doti organizzative!

E stamattina il dramma, quando la Maliarda mi fa :
"Mi fai un esempio delle tue doti organizzative"?

Le fiamme dell'inferno hanno avvampato la mia faccia !
La risposta onesta sarebbe stata :

"Signorì, ma quali doti organizzative e organizzative, se conduco una vita allo sbando e non sono
buona neanche ad organizzare le mutande nel cassetto del bagno"

Ma..non era il caso...

Così cogliendo l'aria di imbarazzo ho detto : "Beh così su due piedi non me ne vengono"

Maliarda : "Vedo che sai usare il computer?"

Riprendo fiato, mi illumino e dico di si, specifico che internet è il mio pane quotidiano, che word, power point non hanno quasi segreti per me (??????) e che so usare pure un po photoshop..e che l'uso del pc l'ho imparato da me...tutto io ! Per quello me la credo, ma secondo me, me la credo e basta perchè a conti fatti sarò una schiappa pure col pc.

Maliarda : "Perchè dovremmo prendere te?"

Io (ormai in evidente stato di panico) : "Perchè ci so fare con le persone (ma quando mai, che sono come un mulo tra la gente); Perchè non so se ci riuscirò oppure no, però di sicuro ci metto tutta la mia buona volontà e il mio impegno, come in tutte le cose che faccio (ma dove? ma cosa dico, che un otaria è piu attiva di me!)
Ormai nel pallone più totale ho anche detto : "Perchè sono una persona affidabile, non vi mollo di certo così..."e qualche altra castroneria!

Maliarda : "Hai domande da fare?"

Io: "No, no..anche perchè mi ero già informata e più o meno quindi sapevo cosa aspettarmi!" (starti zitta no, eh?)

Maliarda mostra un briciolo di entusiasmo : "Ah e su di noi, come azienda o sul lavoro?"

Spengo quel bagliore lontano di entusiasmo dicendo che mi sono informata sul lavoro e non sull'azienda (Sono proprio una fessa)!
Infatti ieri sera ero impegnata a digitare su google questa domanda : "Quanto guadagna un operatore di call center?"

Maliarda : "Allora se non hai altre domande da fare, ti lascio libera!"

Saluto mi alzo e me ne vado.

Arrivo di nuovo dall'esserino e la sua maledetta sbarra, lei sta parlando al telefono, io spingo la sbarra, lei parla ma non capisco che sta parlando con me, disgustata mi urla : "Se non le apro io , non si apre!"

Oh Santa Pazienza quanto è antipatica questa qui!

Spingo la sbarra apro la porta e .....Ariaaa! Finalmente un po d'aria!



25 giugno 2009

Msn

Molte persone mi chiedono spesso (ma anche no!) di fare due chiacchiere, e convenendo che i pvt di splinder (che restano comunque sempre disponibili) sono un pò scomodi ho deciso di mettere a disposizione il mio contatto msn, nonchè indirizzo di posta elettronica. Quindi da oggi se volete scrivermi, mandarmi un saluto, un bacino, una carezza, un vaff...., oppure volete fare quattro chiacchiere su msn con la sottoscritta, potete farlo utilizzando questo indirizzo:


lavitagrassa@hotmail.it


 
 

21 giugno 2009

:'(


                                                       ...bianche colombe dell’addio,
che giorno triste questo mio...

20 giugno 2009

L' ADDIO

Oggi è la vigilia del giorno x, dove x sta per il giorno in cui faccio le valige e me ne torno a casa.

Facciamo un rewind.

Da una precedente puntata :

"Però del negozio non volevo saperne più nulla, mi ero messa in testa che dovevo fare l'università
bisognava salire di rango, puntare ad una posizione di prestigio, basta bottoni e basta merletti
dovevo diventare una dottoressa!"

Fu così che timorata di Dio ma anche un pò di tutto il resto , feci i bagagli e mi iscrissi all'università
di "Cuscì"...un grande cambiamento, lontana da casa, dalla famiglia e dalle mie abitudini.
Si prospettava la trasformazione,  lucidavo le mie ali nell'attesa di spiccare il volo...
E già mi immaginavo orde di nuovi amici, esperienze esaltanti, un corpo e  una vita nuova..
Arrivai qui, decisi di allogiare in uno studentato.
Il mio primo giorno qui, allo studentato e a Cuscì fu un giorno di strazio, appena i miei mi lasciarono, cominciai a stare male, lottavo con i conati di vomito, piangevo e telefonavo ai miei supplicandoli di fare inversione ad u e di tornare a prendermi, supplicai e minacciai, ma loro non tornarono.
Passai tutto il pomeriggio e la sera e parte della notte stesa sul letto a piangere e a mandare messaggi al mio psichiatra che, povero uomo cercava in tutti i modi di darmi forza e tranquillizzarmi. Ma io non volevo sentire ragioni!
Piangevo, ululavo, lacrimavo, uscivo di stanza solo per andare in bagno (il quale mi buttava ancora di più nello sconforto, poichè essendo io una maniaca dei bagni, ci vedevo troppe, troppissime pecche)..
Il giorno dopo (un martedì) azzardai un'uscita, guardavo le strade, le percorrevo, fissavo dei punti di riferimento, speravo ardentemente di non perdermi..
Già mi sentivo una donna impavida per aver resistito un giorno lontano da casa...
Il mercoledì iniziai a frequentare le lezioni: cercai di socializzare il più possibile, spendendo 4 euro pranzavo in mensa con le altre, mi sforzavo di trovare piacere ed interesse
in quello che stavo facendo, soffrivo parecchio il confronto con gli altri, e ritornavo a casa alla sera, con i piedi che imploravano pietà, e piaghe da sfregamento eccessivo un po ovunque..
Sembra ieri eppure sono trascorsi 4 anni, tiriamo dunque le somme :
l'università non mi ha entusiasmato più di tanto, troppo noiosa, e troppo veloce, ritmi e attività per me insostenibili. La convivenza con altre 25 ragazze invece mi ha regalato molto, ed è la cosa che mi mancherà di più : le chiacchiere fra ragazze, le confidenze amorose e sessuali (a proposito, ho scoperto un sacco di cose grazie a loro), le serate passate a gurdare dvd e a commentarli neanche fossimo dei critici affermati, le serate spese a guardare "sex and the city" e ad apprendere come delle giovani donne rampanti ed esaltate devono stare al mondo. Ho ascoltato mille storie e mille volte ho raccontato la mia storia.
In tutta questa esperienza però mi sono limitata a guardare..guardavo e guardo loro vivere la propria vita, divertisrsi, impegnarsi nello studio, amare in tutte le forme che l'amore può assumere..osservo e non partecipo..questo è quanto ho sempre fatto e questo e cio' che mi sta distruggendo un poco alla volta.
Sono passati 4 anni ed è giunta l'ora della ritirata, me ne vado senza una laurea (magari un giorno la prenderò), me ne vado lasciando qui un pezzo del mio cuore tant'è vero che  quando si fa buio, quando si fa
notte piena,  piango, da sola, nel letto, pensando al momento in cui voltandomi guarderò tutto questo per l'ultima volta : posti e persone che hanno significato tanto per me, e che molto probabilmente, per gli strani casi della vita non rivedrò mai piu!
Mai più le gambe chilometriche e la classe di Telma il cui pensiero è :"Devi dare sempre un immegine di femminilità, ti devi mostrare in modo che l'uomo abbia poi la possibilità di fantasticarci su!"
Mai più l'eleganza, i sorrisi storti,e la fragilità della mia Ciottolina (che mi ha appena portato un libro e un biglietto, me li ha infilati nella borsa e mi ha fatto promettere di aprirli solo domani, quando sarò gia andata via).
Mai più le sfilate, i balletti, l'accento barese e le aberranti storie delle prime esperienza sessuali della mia annarella.
Mai più gli abbracci morbidi e profumosi e la sconvolgente razionalità della mia Smidollata.
Mai più le stramberie e i comportamenti ossessivi di Marianella, 45 chili ricci compresi.
Mai più, mai più, mai più...
Ed è un mai più che mi rimbomba forte nel cuore...e mi fa male...

Stamattina sono andata dal parrucchiere; si dice che quando una donna fa dei cambiamenti importanti nella propria vita, cambia per prima cosa, taglio o colore ai propri capelli.. No, non è il mio caso, io ci sono andata per farmi coprire i capelli bianchi, e poter così ingannare il mondo ed il tempo dando di me l'immagine della ragazzina con ancora tutti i capelli neri, si, una ragazzina che vive in uno studentato universitario!

Ora vogliate scusarmi, vado a chiudere 4 anni di vita in un paio di scatoloni!




12 giugno 2009

DEL RESTO E' TANTO UNA CARA DONNA

Esco dalla stanza e me la ritrovo davanti ! Impossibile evitarla!
Mi guarda. Mi chiede. Ci sediamo sul divano. Parliamo.
Una lunga conversazione, su di me, sul mio fallimento universitario, sui miei problemi esistenziali.
Ad un cero punto mi dice :

" Secondo me il tuo grande problema è che non ti accetti a livello somatico (???).
E invece dovresti metterti l'anima in pace, purtroppo sei così. Ti devi convincere che non sarai mai una taglia 48."

Io : Beh veramente sono stata anche una taglia 46!

S.E. : Si, ma non lo sarai più!

Io : Va be non è proprio detto!

S.E. :  "Un domani magari potrai essere anche una taglia 40, meglio per te, ma ora non lo sei e te ne devi convincere e fare leva sulle tue doti positive per venire fuori."
.........

 "Si perchè se tu avessi un tumore, tutti ti capirebbero, ma queste cose, sono difficili da capire.  Cioè si vede che tu hai qualcosa di psicopatico, eeehm scusa, psicosomatico, però è difficile da comprendere! Si ecco secondo me il tuo problema è che non ti accetti fisicamente!"


Degne di nota sono anche :

 - La seguente domanda che mi è stata posta sempre dalla stessa persona ma in un'altra circostanza :
"Ma il medico cosa dice? Da dove viene questa obesità?"

- E questo "simpaticissimo" siparietto :

S.E. : "Prima hanno suonato due ragazze, ma non abbiamo capito chi fossero"

F : "Io e la proprietaria di questo blog siamo rientrate insieme poco fa!"

S.E. : "Noooooo non eravate voi, la proprietaria di questo blog l'avrei riconosciuta!"


Di sicuro intendeva dire che sono facilmente riconoscibile, anche a grandi distanze, perchè ho i capelli neri, no?

5 giugno 2009

PA - TE - TI - CA !

Tempo fa, dopo le superiori, prima dell'università, esattamente quando sono iniziati i malori  quali attacchi di panico e depressione (quindi quando mi si è aperto un buco nero sotto i piedi, e nelle viscere), su consiglio del medico e per mia esigenza sono andata a lavorare!
Ora, usare il termine lavoro, mi pare esagerato, diciamo che mi sono proposta volontariamente allo sfruttamento! Per un anno ho trascorso le mie giornate in un negozio : una versione moderna e
rivisitata della vecchia merceria delle nostre nonne!
Può sembrare stupido e poco ambizioso ma io in mezzo ai bottoni, ai fili, alle bambole, ai nastri e ai merletti mi sentivo in pace col mondo! Mi sentivo a casa! Quel posto un pò mi ha salvata, perchè mi impediva per qualche ora al giorno di pensare all'inferno che mi portavo dentro, mi ha messo a contatto con la gente, e la gente solitamente ti racconta un sacco di storie interessanti!  Avevo le mani quasi sempre occupate e di conseguenza anche un pò la testa!
Lì ho trasformato la paura per i cani in amore viscerale e sviscerato per gli animali! (Grazie al piccolo Charly che ora non c'è piu !!)
Insomma a me tutto sommato piaceva quel lavoro ! Però non ero pagata! All'inizio la cosa mi andava anche bene, perchè poco mi importava dei soldi, il mio obiettivo primario era quello di stare fuori casa e di superare le mie paure (ormai avevo terrore di tutto e quando dico tutto, intendo proprio tutto).
Il tempo però passava ed io un pò per le pillole, un pò per il conforto del mio medico, un pò per intercessione di  qualche Santo (che colgo l'occasione per ringraziare!), cominciavo a sentirmi meglio! Divenne a quel punto molto frustrante per me lavorare senza percepire una gratifica economica seppur minima! Poi ci si mise pure la gente a frustrarmi: mia cugina (che non ha mai lavorato in vita sua) un giorno vedendomi pulire la vetrina del negozio mi disse : "C'è l'assicurazione vicino a casa
che cerca persone, perchè non provi a chiedere, magari ti prendono ! Dispiace vederti in questo negozio quando potresti sfruttare il tuo diploma! " Ci si mise persino la mamma di Pepe, che una volta se ne uscì con la triste espressione : "dispiace che non hai continuato l'università, vedi se riesci perchè è proprio un peccato" (E pensate che potevo diventare la nuora di questa donna!!! Un brivido mi gela la schiena!!)

Un giorno poi la titolare del negozio (una tizia tutta pepe) che ovviamente era a conoscenza dei
miei problemi, si permise di dare un suo parere saccente sulla mia situazione, sminuendo il mio dolore (cosa che io odio, quando un pò tutti, cani e porci compresi, senza offesa alcuna per i cani e per i porci, si
atteggiano a dottori, però sempre ed esclusivamente con i problemi degli altri) e allora io esausta di tutta la situzione sbottai, feci uno show dei miei e me ne andai sbattendo la porta!

Tante volte mi sono pentita di quel gesto...l'assunzione era ormai vicina!

Poi ci ho fatto pace con la tizia del negozio, perchè alla fin fine ho il cuore di burro e a lei mi ci ero affezionata.

Però del negozio non volevo saperne più nulla, mi ero messa in testa che dovevo fare l'università
bisognava salire di rango, puntare ad una posizione di prestigio, basta bottoni e basta merletti
dovevo diventare una dottoressa! Ce l'avrei fatta!

.......


Non ce l'ho fatta!

Da allora di anni ne sono passati quasi sei, l'univerità la frequento da quattro anni ma con scarsissimi
risultati (oh per intenderci, quando studio gli esami li faccio e li supero, il fatto è che non ho voglia e testa per studiare mi manca la concentrazioni e mi sento le farfalle un po dappertutto)

Durante questi anni, mi è capitato spesso di sognare il negozio:
io che chiedevo alla tizia di riprendermi a lavorare,
io che mi aggiravo tra gli scaffali,
io che servivo le clienti ecc..
Sono due notti di fila che sogno il negozio..la scorsa notte è stato il turno della titolare (che nel frattempo ha divorziato dal marito, ha trovato un giovine di belle speranze ha chiuso i battenti e se ne è andata con lui in un altro paese a costruirsi un altro impero) che mi diceva che non chiudeva più il
negozio e che mi voleva per forza li a lavaorare, che c'era bisogno di me...
Questa notte invece ho sognato che l'ex marito della titolare mi abbracciava e si metteva a piangere sulla mia spalla, e io gli accarezzavo il capo,consolandolo! Poi mi sono alzata e sono uscita dal negozio praticamente strisaciando, tipo passo del giaguaro, perchè non mi funzionava più una gamba (ma va beh questa è un'altra storia!)

Lo so, sono solo sogni, normali attività del cervello, che ci ripropone esperienze o cose che abbiamo visto o vissuto, un modo che il cervello ha per non morire quando noi dormiamo...

Sono solo sogni ma ugualmente mi chiedo :

E se la mia felicità si celasse in un attività molto più umile e semplice?
E se la mia felicità non portasse l'appellativo di Dottorssa?
E perchè per me è cosi difficile accettare l'idea di una vita mediocre? Una vita fra le tante?

Ma sarò mica un'esaltata?

Mah!!


1 giugno 2009

Super Size Me

Avete mai visto questo documentario? Noo? Allora guardatelo, e per dieci minuti vi passerà la fame! (Poi vi tornerà, torna sempre!)




Se sono quel genio del computer che credo di essere (??), dovreste accedere direttamente al video cliccando sulla locandina!