31 ottobre 2009

Io ne ho tovate solo quattro? E tu?



(S'è perso il giochino delle differenze)

27 ottobre 2009

Nè Santi Nè Diavoli



"Non c'è nessuno, nè santi nè diavoli, ci siamo solo noi davanti allo specchio delle nostre azioni ed i fantasmi, i demoni di cui permeiamo la nostra esistenza, riflessi dei nostri timori, delle assurde paure che portiamo in noi. Nessuno, solo noi: nè santi nè diavoli! Siamo dannatamente, paurosamente soli!"

 J.W.

Nè Santi Nè Diavoli



 "Non c'è nessuno, nè santi nè diavoli, ci siamo solo noi davanti allo specchio delle nostre azioni ed i fantasmi, i demoni di cui permeiamo la nostra esistenza, riflessi dei nostri timori, delle assurde paure che portiamo in noi.
Nessuno, solo noi: nè santi nè diavoli!
Siamo dannatamente, paurosamente soli!"


 J.W.

25 ottobre 2009

IO AL POSTO DEL CERVELLO CI HO LE BOMBE!!

Deliri di una mente che dorme


Sono in una giungla con altre cinque o sei persone,una giungla abitata da una popolazione indigena, una popolazione composta da una piccolo gruppo di uomini (nel senso che sono tutti maschi) ,hanno la pelle leggermente scura, e sono tutti nudi fatta eccezione per una cordicella che portano legata in vita;  Abitano tutti in un'unica catapecchia. Siamo seduti su dei ceppi, noi da una parte e loro più o meno di fronte a noi...
Ad un certo punto, in nostro onore, iniziano a preparare un banchetto fatto di roba disgustosa. La guida ci dice che dobbiamo accettare quello che ci viene offerto, dobbiamo mangiare anche se non ci va perchè
un rifiuto verrebbe interpretato come un'offesa e ciò li farebbe diventare violenti.
Così afferro l'unica cosa che mi pare la più commestibile fra tutte: una specie di pizza rustica, comincio a mangiarla è ringraziando Dio è buona, soprattutto la sfoglia è molto gustosa; solo quando ormai del pezzo non è rimasto altro che la crosta mi dicono che il ripieno della pizza viene fatto con carne di armadillo.
E' arrivato il momento di congedarsi, ci alziamo, ma il ragazzo indigeno che è sempre stato di fronte a me mi afferra la mano e gesticolando e in un italiano storpiato mi fa capire che mi vuole li; vuole che io resti;
dice che mi vuole sposare, per iniziare isieme una vita nuova, una vita migliore. Sorrido e per cercare di uscirne nel miglior modo possibile mi invento che sono già sposata e cerco di farglielo capire indicando una fede nuziale che non ho!
Suvvia ragazzi non potevo mica restare li, unica donna in mezzo ad una ventina di maschi governati da istinti primordiali e perennemente col ciondolino di fuori...! Non mi pare porprio una cosa fattibile.

Col gruppo ci dirigiamo verso zone civilizzate, io e altre due  persone però perdiamo di vista il restante gruppo e rimaniamo li senza sapere dove andare. Così telefoniamo ad uno dell'altro gruppo che ci indica la strada da percorrere. Ci spiega che dobbiamo attraversare una zona così composta : terra, acqua, stricia di terra, acqua, terra....ci dice di saltare sulle conche d'acqua e di fare attenzione a non sfiorare per nessun motivo l'acqua, niente, neanche col mignolo del piede.
Da piccola ho subito un trauma e da quel giorno non riesco a saltare nessun ostacolo, fosse anche piccolo, mi si paralizzano le gambe dalla paura! Comunque mi faccio coraggio e salto...ok, sono arrivata nella striscia di terra centrale, ho superato la prima conca d'acqua, la guardo e non ci vedo niente di strano, guardo la seconda, quella che devo ancora superare e mi rendo conto del perchè non dobbiamo assolutamente mettere piede in acqua: c'è un coccodrillo enorme, con le fauci spalancate che attende avido la nostra carne! Mi affido alla Madonna e salto e anche se in modo del tutto scoordinato riesco ad arrivare dall'altra parte sana e salva e con tutti i pezzi al loro posto.
Proseguiamo ed il percorso da fare e tutto un programma: ci sono scale da scendere e salire, ma il più delle volte tali scale non portano da nessuna parte, terminano nel vuoto oppure contro un muro.

Alla fine arriviamo nel paese, e raggiungiamo la chiesa da cui prenderà il via una processione a cui io parteciperò.

[ Vivo in un piccolo paese del sud, in cui soprattutto nel periodo pasquale, regge ancora, anzi è ben salda la tradizione delle processioni; sono belle, caratteristiche, ma qualche volta inquietanti; per esempio da qualche anno durante la processione del sabato santo, c'è un uomo tutto vestito di nero, incappucciato e scalzo che trascina sulle spalle per ore ed ore una croce enorme, la sua identità è sconosciuta, pare solo che debba espiare una qualche grave colpa (non mi credi?clicca QUI)]

C'è un sacco di gente ma nonostante ciò riesco ad occupare la mia postazione, sono tra le prime file e devo portare una grossa spada. La processione inizia il suo cammino, attraversiamo quasi tutto il paese e c'è sempre un sacco di gente che ci ruota intorno.
Ci dirigiamo verso il mare (ma nel mio paese il mare non c'è), dove in un turbinio generale mi fregano posto e spada e senza sapere come mi ritrovo nelle ultime file tra la gente che è li solo per guardare. Quelli della processione invece si trovano tutti su una specie di passerella sospesa sul mare da cui gettano in acqua un uomo ed una donna, vestiti con abiti medievale, lei dama, lui guerriero, per poi estrarre con una corda, da quella stessa acqua, solo un pezzo di legno.

La processione ora ritorna di nuovo verso la chiesa, e anche questa volta la strada da percorrere è difficoltosa; Per esempio c'è una scaletta di legno altissima e dall'aspetto direi anche poco solida poggiata ad un muro, dobbiamo salirla, e poi da questa saltare in un buco che si trova nel muro di fianco, a questo punto come meglio si puo bisogna girarsi e discendere il muro dall'altra parte senza però arrivare al piano terra, (quindi niente lanci nel vuoto) ma bisogna fermarsi al secondo piano.
Ovviamente io faccio una gran fatica a fare tutte queste manovre: mi butto a pesce nel buco, mi rigiro come un'anguilla e discendo il muro come un ragno ma pancia in su; ed è in questa circostanza che mi rendo conto per la prima volta di come sono vestita: ho dei jeans, delle scarpette rosse tipo quelle di Dorothy nel mago di Oz e una giacca rossa.

Il corteo prosegue ma io ormai ho perso il posto tra le prime file perciò mi limito a seguire il tutto stando tra le ultime file con i miei parenti. Incontro anche la signora del negozio in cui lavoravo e mi telefona una mia amica di scuola che non sento appunto dai tempi della scuola che mi dice che vive a roma, fa l'avvocato e abita in una tenda da campeggio.

La processione è finita, e la folla inizia a disperdersi. Tento di restare vicino ai miei parenti ma molto spesso li perdo di vista e fatico a ritrovarli. Stiamo attraversando il centro storico del paese quando un tizio avvicina mio padre e iniziano a confabulare, ogni tanto mi lanciano un occhiata e soprattutto il tizio mi sorride. Penso:  vuoi vedere che questo mi vuole ed è andato a chiedere la mano a mio padre?
Quando terminano di confabulare, il tizio se ne va (quindi no, non mi vuole), e mio padre ritorna da me. Cerco spiegazioni e scopro che il tizio ha detto che mi vuole assolutamente per la sua prossima rappresentazione; avrò così una parte ne "La Coccinella Volante".
Mio padre ha dato per certa la mia presenza ed ora, io che non voglio partecipare mi ritrovo a dover escogitare un piano per evitare questa rappresentazione.

Mentre camminiamo mio padre mi passa il guinzaglio e mi dice di far fare i bisogni al cane, guardo il cane e mi accorgo che non è la mia cagnetta (quella sciagurata non vuole comparirere nei miei sogni e così mi manda le controfigure).

Con la controfigura del mio cane, mi dirigo verso casa pensando che NO, la coccinella volante proprio non la voglio fare.






P.S.
L'oscar come migliore attrice non pervenuta va alla mia stupenda quattro zampe!

19 ottobre 2009

I wurstel della Marcuzzi

Accendo la TV.
Canale 5 : replica di Verissimo del giorno prima.

Silvia Toffanin intervista Alessia Marcuzzi.
Ovviamente l'argomento principale, visto il periodo in cui ci troviamo è il grande fratello.
Ad un certo punto la Toffanin chiede alla Marcuzzi :

"In tutte queste edizioni da te condotte c'è stato mai qualche concorrente (maschio) di cui avresti volentieri appeso il calendario in casa?"

La Marcuzzi titubante risponde :

"Uhmmm..in casa? Devo dirti la verità non sono molto per i calendari maschili.....uhmm..non so se esistono ancora però c'erano i CaliforniaDreamMen..mi ricordo che una volta sono andata ospite a Buona Domenica da Maurizio Costanzo e c'erano loro che ballavano e mi volevano coinvolgere in un balletto..io sono diventata tutta rossa, non riuscivo tanto a guardarli, perchè boo non lo so mi mettono in imbarazzo! "

Alessia detto fra noi, che tanto qui non ci guarda e non ci sente nessuno, ma quanta credibilità può avere questa tua affermazione dopo QUESTO? Eh? Eh?


Oh qui ci pigliano per i fondelli!



Degno di nota è anche il sogno ricorrente della Marcuzzi bambina: sognava di essere una piccola margheritina che beata camminava tra pericolanti palazzi di cacca.

14 ottobre 2009

11 ottobre 2009

TIROIDECTOMIA TOTALE - SECONDA PARTE



- dal giorno x ad oggi-




Mercoledì 11 ottobre 2006


Sono un fascio di nervi; Nel corridoio intravedo Marcello Lippi che mi guarda e poi mi snobba! Questo qui deve aver saltato la lezione in cui spiegavano che è importante instaurare un rapporto di fiducia tra medico e paziente. Bene, sto mettendo la mia vita nelle mani di uno scellerato! Devo dire comunque che fatta eccezione per un paio di infermiere anche il resto del personale è parecchio sgarbato!

Alle otto vedo passare la mia amatissima vicina di stanza sdraiata sul suo letto mentre viene portata in sala operatoria. E' una donnina di 80 anni, con un gozzo enorme che si trascina ormai da 50 anni (dopo l'intervento mi dice tutta contenta si farà comprare dalla figlia solo maglie scollate)! Ci salutiamo e la portano via!

Ad un certo punto, si sa, negli ospedali cacciano via la parentela per il così detto "giro dei dottori", così rimango sola con l'irrequieta SignoraFavella.

Arriva un infermiere brutto e scorbutico con due sacchettini di plastica, li getta sui nostri letti e ci dice : "Indossateli quando vi chiamano per la sala operatoria"....e se ne va!

Il tempo passa, anche se a me sembrava non passare mai, arrivano in camera i dottori, "quelli del giro",
e il primario mi si avvicina, mi tocca una coscia e mi dice : "E tutti questi chili in più?" Come se io afferrandoteli ti chiedessi : "E questi peli che spuntano dal naso?"

Verso le undici qualcuno grida il mio nome,così afferro il sacchetto e vado in bagno a cambiarmi... Il sacchetto sigillato contiene un camice di carta verde e trasparente, praticamente esco dal bagno con le tette al vento! A quel punto la SignoraFavella inizia ad importunarmi; mi insegue chiedendomi : "Anche io me lo debbo mettere? Anche io me lo debbo mettere?" Vana fu la mia risposta : "No, lo devi mettere quando ti chiamano!" ; attimo di silenzio ee.."Anche io me lo debbo mettere?"

Mi infilo nel letto e le lacrime scendono giu (vi faccio presente che sto piangendo dal pomeriggio del giorno prima). Arriva l'infermiere sblocca il letto e mi spinge fuori nel corridoio, dove un branco di infermieri circondano il mio letto si scambiano due parole e poi fanno ironia sul mio cognome, ridono, come se io non fossi li, e soprattutto nessuno bada al mio dolore! Una finezza d'animo come pochi eh!

Ormai mi sento in una puntata di E.R., percorriamo i corridoi a velocità sostenuta e apriamo le porte semplicemente colpendole con il letto; siamo nella sala d'attesa dove senza volere faccio piangere un po tutti...L'infermiere si ferma, mia madre mi da un bacio, e mio padre mi stringe la mano, mi dice due parole di conforto e intanto gli si annacquano gli occhi! Ormai non ve lo sto più a dire che anche io piangevo...che tanto lo sapete gia!

Fermiamoci quindi a spiegare il perchè di tutte queste lacrime : le lacrime sono state una valvola di sfogo per l'eccessiva ansia che provavo! Ero sì contenta che non fosse un tumore maligno comunque sia in quel momento mille brutti pensieri vagavano per la mente. Prima di tutto non so per quale motivo me ero convinta di avere buone probabilità di uscire morta da quella sala operatoria! E poi domande come : e se mentre operano si rendono conto che invece è un tumore cattivo? E se mi sfregiano? Alla fine dei conti il collo è una zona visibile; E se mi lacerano le corde vocali?E se mi saltano tutte le paratiroidi e poi ho problemi col calcio e mi si rompono tutte le ossa?Ecc ecc
In quei momenti ho anche rimpianto tutte le cose che avrei potuto fare e non ho fatto, ho pensato a quanto sono stata stupida, a quanti problemi inutili mi sono fatta; ero in quel letto ma volevo con tutto il mio cuore essere fuori a vivere quella vita che non avevo mai vissuto!
In quei momenti, hai una tale lucidità che ti permette di percepire la vita per quello che è....peccato poi che è difficile mantenere nel tempo quella stessa percezione.

Con il lettone superiamo la sala di attesa ed entriamo in un corridoio lungo, bianco e inondato dalla luce del sole: Ok sto andando in paradiso! No non stavo andando in paradiso, stavo andando nella pre-sala operatoria: una zona assai trafficata!

C'era un bancone centrale con un uomo che strillava nomi di pazienti.
C'erano tante tende tirate e dietro ogni tenda un posto letto, con pazienti da poco usciti dalle sale operatorie
o prossimi ad entrarci..un gran traffico di letti e barelle! Portano anche me dietro una di queste tende e mi chiedono di passare dal letto alla barella! E qui inizia il dramma più drammatico di tutti: l'infermiere afferra la barellina, ma questa sotto il mio peso inizia a sbandare, non ce la fa proprio a farla camminare dritta..per fortuna era un uomo dall'animo gentile perciò si limitò a dire: "Mannaggia oggi questa barella non ne vuole proprio sapere di camminare!" Al che risposi: "Guarda lo so che è il mio peso a farla sbandare, se vuoi scendo e ci andiamo a piedi in sala operatoria!"

Che cosa imbarazzevole! (eddai..lo so che si dice imbarazzante!!)

Arriviamo nei pressi delle sale operatorie, l'infermiere mi strappa la manica del camice e inizia ad armeggiare con la flebo; intanto mi si avvicina l'anestesista che con un gran sorriso mi chiede quali farmaci assumo. Arriva anche il Marcello Lippi dei poveri che mi vede lacrimare e dice stizzito : "Che se non lo vuoi fare non lo facciamo!" La risposta adeguata sarebbe stata : " La fess d mamt!!" ma mi limito a girare la testa dall'altro lato in silenzio!

Mi portano in sala operatoria e mi crocifiggono; l'infermiere mi mette i capelli in una cuffia, mi lega gambe e  braccia; poi si china su di me, afferra il camice e me lo stappa, (mai un uomo si è accanito su di me con tale fervore)...alèèè tutte le tette in bella vista, ed io muoio di imbarazzo mentre quello mi fissa gli elettrodi sul petto; L'ultimo ricordo che ho è la faccia dell'anestesista che sorridendo mi si avvicina con un tubicino in mano ed io che penso : oh no, e dove me lo deve mettere quel tubo?!


E buio fu!


Mi risveglio ridendo, e infatti l'infermiere che mi sta svegliando mi guarda e sorride pure lui; Mi sento forte, fortissima, non mi sono mai sentita così bene in vita mia!

Mi riportano in stanza dove i miei mi attendono!
Do una sbirciata sotto le lenzuola e mi rendo conto che del camice di carta è rimasta solo la cinta! E vedo il drenaggio: un tubicino che fuoriesce dal collo e che termina in una specie di contenitore di plastica da me chiamato pochette (la borsetta insomma)! Dopo poche ore mi alzo e riesco a camminare tranquillamente....

Infermiera: "Ma tu quando ti sei operata?"
Io: "Stamattina"
Infermiera: "E già cammini??"

embeeeeeeeee?!

Il giorno dopo mi fanno anche mangiare: orecchiette con i funghi... si me le ricordo, ad ogni boccone era come se una sega mi attravessasse la gola...ma il dolore era comunque sopportabile!
Riuscivo a mangiare ma non a bere, ogni goccia d'acqua mi strozzava, e in quel periodo ho profondamente amato le mele e le pere che mangiavo solo per dissetarmi!

Il mio decorso in ospedale a dispetto delle aspettative e rispetto alle altre persone va molto bene!

Le giornate sono lunghe e scandite dai soliti ritmi, le nottate poi sono eterne...menomale che c'era mia mamma che una notte è caduta dalla sedia ed è finita a gambe all'aria, un'altra notte russava cosi forte che non riuscivo a svegliarla (e si perchè da sola non riuscivo a sollevarmi! Ci voleva la spinta e soprattutto mi doveva reggere il collo) e poi c'era la SignoraFavella che interrompeva i lunghi silenzi pomeridani chiedendo a mia madre così all'improvviso: "ma tu le fai le polpette di melanzane?" Oppure ci intratteneva con il suo solito rito serale...arrivate le otto e mezza circa tirava fuori il borsone e lo svuotava..era impressionante la quantità di sacchetti di plastica che ci teneva dentro, così ogni sera era tutto un crinc cronc crunc di buste e stracci!

Il sabato successivo vengo dimessa! Finalmente si torna a casa!
Mio padre durante il ritorno si perde, e ci mettiamo piu di due ore per tornare a casa! Uno strazio!

Il dopo operazione per me è stato molto piu traumatico dell'intervento in se. A causa della superficialità dei medici dell'ospedale, sono andata in forte ipotirodismo post operatorio e ciò mi ha causato problemi col camminare, nel senso che riuscivo a camminare solo per cinque minuti, al sesto,  mi si ingrippavano tutti i muscoli, le gambe diventavano durissime come di marmo, e avvertivo solo crampi dolorosi! Ho un paio di ricordi terribili, proprio per questa cosa delle gambe con cui non vi tedierò, sappiate solo che è stato ORRIBILE!

Poi c'era questa cosa del calcio, si perchè dopo la tiroidectomia si ha un calo brusco del calcio che causa formicolii agli arti superiori ed inferiori! Avete presente quando vi si addormenta un piede?..ecco così..mille spillini che ti entrano nella carne.

Oggi a distanza di tre anni questi disturbi fortunatamente non ci sono più e questo grazie al giusto dosaggio dell'eutirox (la pillola sostitutiva che imbroglia il cervello fingendosi tiroide) e la cicatrice di cui tanto mi preoccupavo e che tanti sguardi ha catturato sta lentamente scomparendo! Resta solo il fatto di dover fare periodicamente degli accertamenti e questa cosa della pillola quotidiana!


Però ogni volta che ripenso a questa storia mi chiedo : che fine ha fatto quella parte di me? Dov'è la mia tiroide?



Mah!

10 ottobre 2009

TIROIDECTOMIA TOTALE - PRIMA PARTE


- Dalla genesi, all'alba del giorno x -

Per raccontarvi questa storia è necessario fare un salto nel passato. Nel mio passato. Perciò stringetemi forte, forte la mano e saltate indietro con me.


Uno... Dueee..eee... Treeee


E' estate, una calda estate come tante; Ho da poco finito la terza superiore e mi godo la mia meritata vacanza! E' pomeriggio, sono stufa di starmene in camera mia così raggiungo mia madre in cucina che non ricordo bene ma mi pare stesse stirando.. mi siedo...sono praticamente immobile e in silenzio quando...TRAAAC...un dolore, un dolore pazzesco alla gola; comincio a tastarmi il collo e sento qualcosa di strano, una specie di pallina, un gonfiore....faccio presente la cosa a mia madre che dopo aver scartato la consueta ipotesi del colpo d'aria, che applica praticamente in qualsiasi circostanza (ti fa male un piede? colpo d'aria! Ti fa male il petto e temi un infarto? No è un colpo d'aria! Non senti più da un orecchio? E' un colpo d'aria! Vedi la morte col mantello nero e la falce bussare alla tua porta? E' un colpoooo d'ariaaaa!) mi porta dal medico!

Inizia così una lunga trafila di esami:
- ettolitri di sangue lasciati in ospedale per essere analizzati;
- ecografia del collo;
- scintografia tiroidea ; nessuno mi disse che bisogna farla a stomaco vuoto per via del liquido di contrasto ed io quella mattina per lenire l'ansia che provavo mi ero pucciata mezza busta di biscotti nel latte!
Sicchè:

Dottoressa: "Ah.. hai mangiato?!! Quindi dobbiamo aspettare! E quanti biscotti hai mangiato?"
Io (colta da imbarazzo) : "Ma non lo so! Mica conto i biscotti che mangio"
Dottoressa (testarda): "Più o meno, quanti?"
Io (falsa come Giuda): "Mah! Saranno stati 4 o 5";
E quella mi fece una faccia scandalizzata, per 5 biscotti, figuriamoci se avesse saputo della mezza busta!

L'ultimo esame fu l'agobiopsia che ci portò dritti a San Giovanni Rotondo. Lì ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare : una siringa di metallo enorme, tipo questa, fatta eccezione che questa è per i dolci quella che ho visto io doveva finirmi in gola! Io di siringhe così prima di allora non ne avevo mai viste e mi auguro di non rivederne mai più !
Il dottore Grillo e l'infermiera però furono molto gentili con me; Lui scherzava mentre con l'aggeggino dell'ecografo cercava il punto giusto in cui colpire e l'infermiera sorridendomi mi accarezzava la testa... eeee..ZAC....dolore, dolore, dolore e quando il dolore stava diventando insopportabile tirò via la siringa!
Per il resto della giornata non riuscì più a piegare il collo!

Ero esausta così al ritorno mi addormentai in macchina; mi addormentai intravedendo dal finestrino gente, case, vita,  e mi risvegliai non vedevo altro che terra bruciata e balle di fieno: mio padre si era perso!

Nonostante ciò fummo costretti dopo qualche tempo a ritornare per ritirare i risultati.. Il dottor Grillo ci confortò : "Si tratta di un nodulo alla tiroide, ma nulla di grave, forse hai urlato o fatto uno sforzo, si è rotta una vena e si è formata questa sacca che molto probabilmente si riassorbirà da sola col tempo!"

Per sicurezza però ci consigliò di fare un controllo annuale. Ed io quel controllo l'ho sempre fatto e ad ogni ecografia il nodulo cresceva, ma di pochissimo, roba impercettibile...(una gravidanza a rallentatore, insomma!)

Il tempo passava e alla faccia dell'impercettibilità, ogni volta che mi tastavo la gola sentivo un lato più gonfio dell'altro..ma quella santa donna di mia madre diceva che era solo una mia sensazione (in realtà anche lei sentiva questa differenza ma dovete sapere che mia madre ha tutta una sua concezione dell'essere umano, secondo lei basta fingere che una cosa non ci sia per convincersi che effettivamente non ci sia).



Un altro salto nel tempo e giungiamo al maggio del 2006.



Un giorno riflettendo tra me e me mi rendo conto che non ho il ciclo da quasi quattro mesi; il mio ciclo non è mai stato regolare però quasi quattro mesi di assenza erano tanti anche per me! Quindi affiorarono spontane due ipotesi: o ero incinta oppure qualcosa non andava. Scartando per ovvi motivi la prima ipotesi, non mi restò altro che la seconda!

Prenotai una visita dalla ginecologa che di andare al mio medico a dire sto fatto mi vergognavo!
Il giorno della visita la dottoressa mi fece un'ecografia con un apparecchiatura risalente all'immediato dopoguerra da cui non risultò nulla di compromettente e poi mi prescrisse delle analisi!
Tra le varie voci vi era anche un valore tiroideo che risultò di parecchio sballato; La ginecologa mi consigliò allora di rivolgermi al medico di famiglia per approfondire la cosa !!

Detto, fatto, avemmo presto sotto gli occhi tutti i valori tiroidei (TSH, FT3,FT4), valori che risultarono tutti scandalosamente sballati! La mia tiroide era impazzita! Ipertiroidismo fu la sentenza!

Il medico mi tranquillizzò, mi disse che alla peggio avrei dovuto prendere una pillolina per ristabilire la situazione, però per essere più sicuri mi dirottò da un endocrinologo! Tra i tanti io scelsi di ritornare dal Dottor Grillo. Lo rintracciammo, e fissamo un appuntamento presso il suo studio (a Foggia!!)


Giugno 2006

L'appuntamento è fissato per le undici, ma il mio turno giunge solo alle due...(nel frattempo sono morta e rinata un paio di volte e ho consumato quasi tutta la carta igenica disponibile in bagno!)

Ho ritrovato un uomo diverso, freddo, serioso e distaccato!

Inizia la visita: mi pesa (ma non dice nulla sul mio peso che all'epoca si aggirava sui 120kg), mi controlla il cuore, la pressione, il fiato ed infine mi fa una ecografia alla tiroide con un apparecchiatura cosi sofisticata, con delle immagini così grandi e limpide che per la prima volta da quando è iniziata questa faccenda anche io ci capisco qualcosa!

Il medico con una freddezza unica dice : "Qui ci sono due noduli da quattro centimetri l'uno, uno a destra della trachea e l'altro a sinistra, sei stata fortunata perchè si sono sviluppati in altezza e non in lareghezza , e poi ci sono tanti altri piccoli noduli! Quindi questa è una tiroide che va asportata completamente e poi dovrai prendere a vita la pillola sostitutiva!


AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAALT!! STOP! FRENA!
Ma qui non si era detto che bastava una pillola per sistemare la situazione?


Affronto la cosa con freddezza e distacco... sì, scoppio a piangere mentre quello ha ancora l'aggeggino dell'ecografo sulla mia gola. Mia madre sta scoprendo cosa sia un viaggio astrale, il corpo c'è ma l'anima probabilmente è arrivata in Groenlandia; mio padre seduto sullo sgabello semplicemente sbianca! Praticamente una famiglia di impavidi! Il medico si guarda intorno allibito e sembra voler dire :questi tre sono uno più scemo dell'altro! Grillo poi mi spiega che è necessario operare perchè ho solo 23 anni e non operare vuol dire assumere una pillola che a lungo andare (visto che in teoria mi resta molto tempo da vivere), potrebbe andare ad intaccare altri organi e causare gravi patologie! Senza parlare poi della possibilità del gozzo o di altra roba terribile!

A questo punto non resta che contattare il chirurgo...veniamo spediti da un luminare a Gravina di Puglia....(vi cito i paesi per farvi immaginare cosa non ha potuto combinare mio padre per raggiungerli)!
Entriamo nello studio del suddetto luminare e la prima cosa che mi colpisce è il suo aspetto: è tale e quale a Marcello Lippi; Evidentemente anche lui rimane molto colpito dal mio aspetto fisico e infatti guardandomi disgustato la prima cosa che mi chiede è : "Perchè sei così grassa?" Il re del tatto, non c'è che dire!
Poi da un'occhiata ad analisi ed esami vari e senza neanche toccarmi conclude la visita....150 euro!


A questo punto non restava altro da fare se non aspettare la telefonata dall'ospedale; telefonata che non tardò ad arrivare: il ricovero fu così fissato per il pomeriggio di martedì 10 ottobre 2006....esattamente tre anni fa!


Il giorno del ricovero me lo ricordo come fosse ieri; Giusto per non smentirci, sbagliamo reparto.. ingenuamente ci rivolgiamo al reparto di endocrinologia, per poi essere malamente spediti verso chirurgia generale! All'accettazione ci dicono che alcuni dati nella mia cartella sono sbagliati e perciò non mi possono ricoverare e che dobbiamo ritornare il giorno dopo! Io in cuor mio esulto, lo so che si tratta solo di una mezza giornata ma voglio solo tornare a casa; mia madre invece insorge affermando che: no, noi di li non ci muoviamo!
Alla fine mi ricoverano...
Mi assegnano una stanza..
Entro..
Ci sono due letti: in uno c'è una signora obesa operata per una laparocele, l'altro letto, quello vicino alla finestra, quello vuoto..è il mio!

Appena vedo quel letto, scoppio a piangere! Di un pianto irrefrenabile! Niente e nessuno mi può consolare!
E' un dolore tutto mio!
Mi spoglio, mi infilo il pigiama e non riesco a smettere di piangere! Intanto mio padre va via, e la signora della laparocele viene dimessa, si veste e se ne torna a casa...non potete capire quanto l'ho invidiata: tornava a casa! Andava via da lì!
Con tutto il cuore spero che quel letto resti vuoto così da poter restare sola con mia madre...è ora di cena, ma una volta tanto non riesco a buttar giu niente. Sfortunatamente però quel letto, a distanza di poche ore viene occupato , e da chi? Chi poteva capitare di fianco alla vostra eroina? Una persona normale? Nooo! Fa così la sua entrata in scena, lei, la SignoraFavella : una vecchietta di 72 anni circa, evidentemente pazza, evidentemente sporca.... deve fare la mia stessa operazione, ma essendo pazza sta affrontando la situazione molto meglio di me, infatti mentre io sono stesa sul letto a piangere, lei afferra la sedia si piazza vicino a mia madre, di fianco al mio letto e comincia a raccontare che non sa leggere e scrivere ma che è stata in Francia a fare la "tufer" (la tout faire..la tutto fare insomma)presso una ricca famiglia, e parla, e parla e parla...parla, ti guarda e ride!
Le ore passano e giunge la sera...la SignoraFavella si spoglia e si mette una camicia da notte che le va strettissima, i bottoni tirano e sono sul punto di scoppiare..e lei ride! Mia madre le consiglia di mettersi una camicia più larga...allora afferra la borsa di Mary Poppins e comincia a tirare fuori un sacco di stracci e alla fine ne trova una extralarge, se la infila e finalmente ci mettiamo a letto! Cioè io e la SignoraFavella ci corichiamo nel letto, mia madre adagia le sue membra su una sedia a sdraio da cui con un piedino spinge una leva e fa sollevare il mio letto di dieci centimetri abbondanti!
La notte incalza, l'ospedale dorme ma io no, mi rigiro angosciata nel letto! La SignoraFavella si è coperta la faccia con una giacca di lana verde e russa...mia madre sulla sua sediolina dorme tranquilla...Io non ce la faccio più: mi alzo e come un'anima in pena mi metto a girovagare per i corridoi enormi e desolati dell'ospedale...mi sento in gabbia, mi sento in un incubo, le lacrime non le controllo più e ad ogni statua della Madonna nella penombra mi fermo a pregare.


Poi come sempre, anche se noi non vogliamo il mattino dopo arriva, arriva sempre...


Continua...

8 ottobre 2009

PATETICO POST ..... per la serie : siamo ancora a questi livelli!

Abbiamo litigato,
di certo non è la prima volta,
e che Dio mi fulmini non sarà l'ultima.

Con l'odio che serbiamo in corpo
è abbastanza inevitabile...litigare..

Certo che... iniziare a litigare per la disposizione di
fantomatici mobili, non è da tutti, ce ne occorre di abilità!

Il tempo di quattro o cinque battute e dai mobili
si passa subito al personale.

A quel dolorossisimo personale...

Tarli enormi che ci corrodono.


Lui,
mi accusa di stargli sul groppone,
dove per groppone si intendono svariate cose...
anche se a pensarci bene il lato economico della questione ha il suo bel peso.


Io,
più volte ho cercato di scacciare via quel pensiero,
invano ho cercato di spiegare a me stessa che se è stato fatto,
non è stato fatto di certo con cattiva intenzione,
e che di modi conoscevano solo quelli e quelli hanno usato...con chiunque!
E quando quel pensiero sembra essere ormai superato, eccolo che ritorna
prepotente,
irrequieto,
devastante!

E' un brutto pensiero lo so:

se io son cosi, mi dico, se mi sono ammalata l'anima e i nervi,
se sono un'adulta - bambina incapace di essere adulta,
incapacissima di essere DONNA
la colpa è la loro.
Perchè da subito la differenza è stata lampante:
io non ero come gli altri,
e come gli altri non andavo trattata.
Io richiedevo delicatezza e tatto
nelle parole, nei gesti, negli sguardi..
e spesso mi sono ritrovata con un pugno di silenzi, rimproveri e prese in giro!   


Certo tanto è stato anche l'amore..
Loro sono la mia vita, la mia casa, il mio calore..


Il tarlo scava.



E poi loro iniziano a parlar di morte, di funerali e malattie,
di anni che restano,
e mi trascinano con loro, perchè per il solo fatto d'esser loro
fisicamente vicina automaticamente sono destinata al ruolo di badante

mentre fuori il mondo esplode
mentre gli altri iniziano una nuova vita
che è un pò come una seconda opportunità....un'altra vita...
io...io vengo rilegata al ruolo di dama di compagnia

Non voglio pensare alla morte, alle malattie terminali, ai pannoloni,
alle pulizie, agli ospizi...io..io che devo ancora iniziare a vivere!

Ma ancora una volta non lo hanno capito...

Ed ora se ne sono inventata una nuova :
da un po di tempo mi dicon sempre con tanto fervore che gli vengon le stelle negli occhi :

TU SEI DIVENTATA UNA PERSONA CATTIVA!


E forse hanno ragione!






PATETICO POST! Per la serie : siamo ancora a questi livelli!

Abbiamo litigato,
di certo non è la prima volta,
e che Dio mi fulmini non sarà l'ultima.

Con l'odio che serbiamo in corpo
è abbastanza inevitabile...litigare..

Certo che... iniziare a litigare per la disposizione di
fantomatici mobili, non è da tutti, ce ne occorre di abilità!

Il tempo di quattro o cinque battute e dai mobili
si passa subito al personale.

A quel dolorossisimo personale...

Tarli enormi che ci corrodono.


Lui,
mi accusa di stargli sul groppone,
dove per groppone si intendono svariate cose...
anche se a pensarci bene il lato economico della questione ha il suo bel peso.


Io,
più volte ho cercato di scacciare via quel pensiero,
invano ho cercato di spiegare a me stessa che se è stato fatto,
non è stato fatto di certo con cattiva intenzione,
e che di modi conoscevano solo quelli e quelli hanno usato...con chiunque!
E quando quel pensiero sembra essere ormai superato, eccolo che ritorna
prepotente,
irrequieto,
devastante!

E' un brutto pensiero lo so:

se io son cosi, mi dico, se mi sono ammalata l'anima e i nervi,
se sono un'adulta - bambina incapace di essere adulta,
incapacissima di essere DONNA
la colpa è la loro.
Perchè da subito la differenza è stata lampante:
io non ero come gli altri,
e come gli altri non andavo trattata.
Io richiedevo delicatezza e tatto
nelle parole, nei gesti, negli sguardi..
e spesso mi sono ritrovata con un pugno di silenzi, rimproveri e prese in giro!   


Certo tanto è stato anche l'amore..
Loro sono la mia vita, la mia casa, il mio calore..


Il tarlo scava.



E poi loro iniziano a parlar di morte, di funerali e malattie,
di anni che restano,
e mi trascinano con loro, perchè per il solo fatto d'esser loro
fisicamente vicina automaticamente sono destinata al ruolo di badante

mentre fuori il mondo esplode
mentre gli altri iniziano una nuova vita
che è un pò come una seconda opportunità....un'altra vita...
io...io vengo rilegata al ruolo di dama di compagnia

Non voglio pensare alla morte, alle malattie terminali, ai pannoloni,
alle pulizie, agli ospizi...io..io che devo ancora iniziare a vivere!

Ma ancora una volta non lo hanno capito...

Ed ora se ne sono inventata una nuova :
da un po di tempo mi dicon sempre con tanto fervore che gli vengon le stelle negli occhi :

TU SEI DIVENTATA UNA PERSONA CATTIVA!


E forse hanno ragione!


5 ottobre 2009

GRINGOIRE

Da giorni ormai a casa mia siamo senza tv, praticamiente l'unico canale che si puo guardare è italia uno...e sarà cosi fino a domenica prossima quando verrà il tecnico a sostituire un qualche filo marcio!
Il tecnico: un omone di quasi due metri, intimorito dalla mia cagnetta alta 20 cm perchè lui dice che in passato : un cane me fat nu biuc alla cuoss! (un cane mi ha forato la coscia).

Così ieri sera ho deciso di sopperire a questa mancanza, guardando, anzi no, riguardando un dvd :

  NOTRE DAME DE PARIS

Non sbuffate e non fate quelle facce brutte che questa roba è meglio di Beautiful: storie di sesso, corna, vergini gelose, preti assassini, e gobbi disperati! Ce ne è per tutti i gusti!

Devo essere onesta però, la mia attenzione va soprattutto ad un personaggio : Mr. Gringoire






Insomma a me quest' uomo mi turba e mi scuote l'ormone con quest'aria un po selvaggia, queste strane movenze (si, certe volte sembra quasi stia scacciando le mosche, ma va bene uguale),questa voce possente, questo sguardo vispo e i suoi mille ammiccamenti..a me piace e me lo porterei in giro esattamente così:  con i pantaloni da arlecchino, il cappotto di panno e quegli occhi truccati di blu. Me lo porterei così nella vita di tutti i giorni ...anzi già me lo immagino nel supermercato sotto casa mentre mi canta e mi balla la lista della spesa!

3 ottobre 2009

I ❤ MAMMY - I ❤ DADDY

Ieri sera mia madre tornata dal medico di famiglia, informa il nucleo familiare (o per lo meno quel che ne resta, gli highlander della situazione: io e mio padre) che se ci vogliamo fare il vaccino contro l'influenza A dobbiamo andare all'ufficio ANTI-IGIENE!

Ora dopo avervi parlato degli straordinari quanto inutili e controproducenti poteri di mio padre (si, lui, l'unico uomo sulla terra in grado di perdersi in un parcheggio) e dopo avervi raccontato una delle tante perle di saggezza di mia madre, capirete perchè io sono venuta fuori cosi!

A certe cose si sopravvive solo con l'ironia !

2 ottobre 2009

.....




Mi sento sola!