11 ottobre 2009

TIROIDECTOMIA TOTALE - SECONDA PARTE



- dal giorno x ad oggi-




Mercoledì 11 ottobre 2006


Sono un fascio di nervi; Nel corridoio intravedo Marcello Lippi che mi guarda e poi mi snobba! Questo qui deve aver saltato la lezione in cui spiegavano che è importante instaurare un rapporto di fiducia tra medico e paziente. Bene, sto mettendo la mia vita nelle mani di uno scellerato! Devo dire comunque che fatta eccezione per un paio di infermiere anche il resto del personale è parecchio sgarbato!

Alle otto vedo passare la mia amatissima vicina di stanza sdraiata sul suo letto mentre viene portata in sala operatoria. E' una donnina di 80 anni, con un gozzo enorme che si trascina ormai da 50 anni (dopo l'intervento mi dice tutta contenta si farà comprare dalla figlia solo maglie scollate)! Ci salutiamo e la portano via!

Ad un certo punto, si sa, negli ospedali cacciano via la parentela per il così detto "giro dei dottori", così rimango sola con l'irrequieta SignoraFavella.

Arriva un infermiere brutto e scorbutico con due sacchettini di plastica, li getta sui nostri letti e ci dice : "Indossateli quando vi chiamano per la sala operatoria"....e se ne va!

Il tempo passa, anche se a me sembrava non passare mai, arrivano in camera i dottori, "quelli del giro",
e il primario mi si avvicina, mi tocca una coscia e mi dice : "E tutti questi chili in più?" Come se io afferrandoteli ti chiedessi : "E questi peli che spuntano dal naso?"

Verso le undici qualcuno grida il mio nome,così afferro il sacchetto e vado in bagno a cambiarmi... Il sacchetto sigillato contiene un camice di carta verde e trasparente, praticamente esco dal bagno con le tette al vento! A quel punto la SignoraFavella inizia ad importunarmi; mi insegue chiedendomi : "Anche io me lo debbo mettere? Anche io me lo debbo mettere?" Vana fu la mia risposta : "No, lo devi mettere quando ti chiamano!" ; attimo di silenzio ee.."Anche io me lo debbo mettere?"

Mi infilo nel letto e le lacrime scendono giu (vi faccio presente che sto piangendo dal pomeriggio del giorno prima). Arriva l'infermiere sblocca il letto e mi spinge fuori nel corridoio, dove un branco di infermieri circondano il mio letto si scambiano due parole e poi fanno ironia sul mio cognome, ridono, come se io non fossi li, e soprattutto nessuno bada al mio dolore! Una finezza d'animo come pochi eh!

Ormai mi sento in una puntata di E.R., percorriamo i corridoi a velocità sostenuta e apriamo le porte semplicemente colpendole con il letto; siamo nella sala d'attesa dove senza volere faccio piangere un po tutti...L'infermiere si ferma, mia madre mi da un bacio, e mio padre mi stringe la mano, mi dice due parole di conforto e intanto gli si annacquano gli occhi! Ormai non ve lo sto più a dire che anche io piangevo...che tanto lo sapete gia!

Fermiamoci quindi a spiegare il perchè di tutte queste lacrime : le lacrime sono state una valvola di sfogo per l'eccessiva ansia che provavo! Ero sì contenta che non fosse un tumore maligno comunque sia in quel momento mille brutti pensieri vagavano per la mente. Prima di tutto non so per quale motivo me ero convinta di avere buone probabilità di uscire morta da quella sala operatoria! E poi domande come : e se mentre operano si rendono conto che invece è un tumore cattivo? E se mi sfregiano? Alla fine dei conti il collo è una zona visibile; E se mi lacerano le corde vocali?E se mi saltano tutte le paratiroidi e poi ho problemi col calcio e mi si rompono tutte le ossa?Ecc ecc
In quei momenti ho anche rimpianto tutte le cose che avrei potuto fare e non ho fatto, ho pensato a quanto sono stata stupida, a quanti problemi inutili mi sono fatta; ero in quel letto ma volevo con tutto il mio cuore essere fuori a vivere quella vita che non avevo mai vissuto!
In quei momenti, hai una tale lucidità che ti permette di percepire la vita per quello che è....peccato poi che è difficile mantenere nel tempo quella stessa percezione.

Con il lettone superiamo la sala di attesa ed entriamo in un corridoio lungo, bianco e inondato dalla luce del sole: Ok sto andando in paradiso! No non stavo andando in paradiso, stavo andando nella pre-sala operatoria: una zona assai trafficata!

C'era un bancone centrale con un uomo che strillava nomi di pazienti.
C'erano tante tende tirate e dietro ogni tenda un posto letto, con pazienti da poco usciti dalle sale operatorie
o prossimi ad entrarci..un gran traffico di letti e barelle! Portano anche me dietro una di queste tende e mi chiedono di passare dal letto alla barella! E qui inizia il dramma più drammatico di tutti: l'infermiere afferra la barellina, ma questa sotto il mio peso inizia a sbandare, non ce la fa proprio a farla camminare dritta..per fortuna era un uomo dall'animo gentile perciò si limitò a dire: "Mannaggia oggi questa barella non ne vuole proprio sapere di camminare!" Al che risposi: "Guarda lo so che è il mio peso a farla sbandare, se vuoi scendo e ci andiamo a piedi in sala operatoria!"

Che cosa imbarazzevole! (eddai..lo so che si dice imbarazzante!!)

Arriviamo nei pressi delle sale operatorie, l'infermiere mi strappa la manica del camice e inizia ad armeggiare con la flebo; intanto mi si avvicina l'anestesista che con un gran sorriso mi chiede quali farmaci assumo. Arriva anche il Marcello Lippi dei poveri che mi vede lacrimare e dice stizzito : "Che se non lo vuoi fare non lo facciamo!" La risposta adeguata sarebbe stata : " La fess d mamt!!" ma mi limito a girare la testa dall'altro lato in silenzio!

Mi portano in sala operatoria e mi crocifiggono; l'infermiere mi mette i capelli in una cuffia, mi lega gambe e  braccia; poi si china su di me, afferra il camice e me lo stappa, (mai un uomo si è accanito su di me con tale fervore)...alèèè tutte le tette in bella vista, ed io muoio di imbarazzo mentre quello mi fissa gli elettrodi sul petto; L'ultimo ricordo che ho è la faccia dell'anestesista che sorridendo mi si avvicina con un tubicino in mano ed io che penso : oh no, e dove me lo deve mettere quel tubo?!


E buio fu!


Mi risveglio ridendo, e infatti l'infermiere che mi sta svegliando mi guarda e sorride pure lui; Mi sento forte, fortissima, non mi sono mai sentita così bene in vita mia!

Mi riportano in stanza dove i miei mi attendono!
Do una sbirciata sotto le lenzuola e mi rendo conto che del camice di carta è rimasta solo la cinta! E vedo il drenaggio: un tubicino che fuoriesce dal collo e che termina in una specie di contenitore di plastica da me chiamato pochette (la borsetta insomma)! Dopo poche ore mi alzo e riesco a camminare tranquillamente....

Infermiera: "Ma tu quando ti sei operata?"
Io: "Stamattina"
Infermiera: "E già cammini??"

embeeeeeeeee?!

Il giorno dopo mi fanno anche mangiare: orecchiette con i funghi... si me le ricordo, ad ogni boccone era come se una sega mi attravessasse la gola...ma il dolore era comunque sopportabile!
Riuscivo a mangiare ma non a bere, ogni goccia d'acqua mi strozzava, e in quel periodo ho profondamente amato le mele e le pere che mangiavo solo per dissetarmi!

Il mio decorso in ospedale a dispetto delle aspettative e rispetto alle altre persone va molto bene!

Le giornate sono lunghe e scandite dai soliti ritmi, le nottate poi sono eterne...menomale che c'era mia mamma che una notte è caduta dalla sedia ed è finita a gambe all'aria, un'altra notte russava cosi forte che non riuscivo a svegliarla (e si perchè da sola non riuscivo a sollevarmi! Ci voleva la spinta e soprattutto mi doveva reggere il collo) e poi c'era la SignoraFavella che interrompeva i lunghi silenzi pomeridani chiedendo a mia madre così all'improvviso: "ma tu le fai le polpette di melanzane?" Oppure ci intratteneva con il suo solito rito serale...arrivate le otto e mezza circa tirava fuori il borsone e lo svuotava..era impressionante la quantità di sacchetti di plastica che ci teneva dentro, così ogni sera era tutto un crinc cronc crunc di buste e stracci!

Il sabato successivo vengo dimessa! Finalmente si torna a casa!
Mio padre durante il ritorno si perde, e ci mettiamo piu di due ore per tornare a casa! Uno strazio!

Il dopo operazione per me è stato molto piu traumatico dell'intervento in se. A causa della superficialità dei medici dell'ospedale, sono andata in forte ipotirodismo post operatorio e ciò mi ha causato problemi col camminare, nel senso che riuscivo a camminare solo per cinque minuti, al sesto,  mi si ingrippavano tutti i muscoli, le gambe diventavano durissime come di marmo, e avvertivo solo crampi dolorosi! Ho un paio di ricordi terribili, proprio per questa cosa delle gambe con cui non vi tedierò, sappiate solo che è stato ORRIBILE!

Poi c'era questa cosa del calcio, si perchè dopo la tiroidectomia si ha un calo brusco del calcio che causa formicolii agli arti superiori ed inferiori! Avete presente quando vi si addormenta un piede?..ecco così..mille spillini che ti entrano nella carne.

Oggi a distanza di tre anni questi disturbi fortunatamente non ci sono più e questo grazie al giusto dosaggio dell'eutirox (la pillola sostitutiva che imbroglia il cervello fingendosi tiroide) e la cicatrice di cui tanto mi preoccupavo e che tanti sguardi ha catturato sta lentamente scomparendo! Resta solo il fatto di dover fare periodicamente degli accertamenti e questa cosa della pillola quotidiana!


Però ogni volta che ripenso a questa storia mi chiedo : che fine ha fatto quella parte di me? Dov'è la mia tiroide?



Mah!

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