25 ottobre 2009

IO AL POSTO DEL CERVELLO CI HO LE BOMBE!!

Deliri di una mente che dorme


Sono in una giungla con altre cinque o sei persone,una giungla abitata da una popolazione indigena, una popolazione composta da una piccolo gruppo di uomini (nel senso che sono tutti maschi) ,hanno la pelle leggermente scura, e sono tutti nudi fatta eccezione per una cordicella che portano legata in vita;  Abitano tutti in un'unica catapecchia. Siamo seduti su dei ceppi, noi da una parte e loro più o meno di fronte a noi...
Ad un certo punto, in nostro onore, iniziano a preparare un banchetto fatto di roba disgustosa. La guida ci dice che dobbiamo accettare quello che ci viene offerto, dobbiamo mangiare anche se non ci va perchè
un rifiuto verrebbe interpretato come un'offesa e ciò li farebbe diventare violenti.
Così afferro l'unica cosa che mi pare la più commestibile fra tutte: una specie di pizza rustica, comincio a mangiarla è ringraziando Dio è buona, soprattutto la sfoglia è molto gustosa; solo quando ormai del pezzo non è rimasto altro che la crosta mi dicono che il ripieno della pizza viene fatto con carne di armadillo.
E' arrivato il momento di congedarsi, ci alziamo, ma il ragazzo indigeno che è sempre stato di fronte a me mi afferra la mano e gesticolando e in un italiano storpiato mi fa capire che mi vuole li; vuole che io resti;
dice che mi vuole sposare, per iniziare isieme una vita nuova, una vita migliore. Sorrido e per cercare di uscirne nel miglior modo possibile mi invento che sono già sposata e cerco di farglielo capire indicando una fede nuziale che non ho!
Suvvia ragazzi non potevo mica restare li, unica donna in mezzo ad una ventina di maschi governati da istinti primordiali e perennemente col ciondolino di fuori...! Non mi pare porprio una cosa fattibile.

Col gruppo ci dirigiamo verso zone civilizzate, io e altre due  persone però perdiamo di vista il restante gruppo e rimaniamo li senza sapere dove andare. Così telefoniamo ad uno dell'altro gruppo che ci indica la strada da percorrere. Ci spiega che dobbiamo attraversare una zona così composta : terra, acqua, stricia di terra, acqua, terra....ci dice di saltare sulle conche d'acqua e di fare attenzione a non sfiorare per nessun motivo l'acqua, niente, neanche col mignolo del piede.
Da piccola ho subito un trauma e da quel giorno non riesco a saltare nessun ostacolo, fosse anche piccolo, mi si paralizzano le gambe dalla paura! Comunque mi faccio coraggio e salto...ok, sono arrivata nella striscia di terra centrale, ho superato la prima conca d'acqua, la guardo e non ci vedo niente di strano, guardo la seconda, quella che devo ancora superare e mi rendo conto del perchè non dobbiamo assolutamente mettere piede in acqua: c'è un coccodrillo enorme, con le fauci spalancate che attende avido la nostra carne! Mi affido alla Madonna e salto e anche se in modo del tutto scoordinato riesco ad arrivare dall'altra parte sana e salva e con tutti i pezzi al loro posto.
Proseguiamo ed il percorso da fare e tutto un programma: ci sono scale da scendere e salire, ma il più delle volte tali scale non portano da nessuna parte, terminano nel vuoto oppure contro un muro.

Alla fine arriviamo nel paese, e raggiungiamo la chiesa da cui prenderà il via una processione a cui io parteciperò.

[ Vivo in un piccolo paese del sud, in cui soprattutto nel periodo pasquale, regge ancora, anzi è ben salda la tradizione delle processioni; sono belle, caratteristiche, ma qualche volta inquietanti; per esempio da qualche anno durante la processione del sabato santo, c'è un uomo tutto vestito di nero, incappucciato e scalzo che trascina sulle spalle per ore ed ore una croce enorme, la sua identità è sconosciuta, pare solo che debba espiare una qualche grave colpa (non mi credi?clicca QUI)]

C'è un sacco di gente ma nonostante ciò riesco ad occupare la mia postazione, sono tra le prime file e devo portare una grossa spada. La processione inizia il suo cammino, attraversiamo quasi tutto il paese e c'è sempre un sacco di gente che ci ruota intorno.
Ci dirigiamo verso il mare (ma nel mio paese il mare non c'è), dove in un turbinio generale mi fregano posto e spada e senza sapere come mi ritrovo nelle ultime file tra la gente che è li solo per guardare. Quelli della processione invece si trovano tutti su una specie di passerella sospesa sul mare da cui gettano in acqua un uomo ed una donna, vestiti con abiti medievale, lei dama, lui guerriero, per poi estrarre con una corda, da quella stessa acqua, solo un pezzo di legno.

La processione ora ritorna di nuovo verso la chiesa, e anche questa volta la strada da percorrere è difficoltosa; Per esempio c'è una scaletta di legno altissima e dall'aspetto direi anche poco solida poggiata ad un muro, dobbiamo salirla, e poi da questa saltare in un buco che si trova nel muro di fianco, a questo punto come meglio si puo bisogna girarsi e discendere il muro dall'altra parte senza però arrivare al piano terra, (quindi niente lanci nel vuoto) ma bisogna fermarsi al secondo piano.
Ovviamente io faccio una gran fatica a fare tutte queste manovre: mi butto a pesce nel buco, mi rigiro come un'anguilla e discendo il muro come un ragno ma pancia in su; ed è in questa circostanza che mi rendo conto per la prima volta di come sono vestita: ho dei jeans, delle scarpette rosse tipo quelle di Dorothy nel mago di Oz e una giacca rossa.

Il corteo prosegue ma io ormai ho perso il posto tra le prime file perciò mi limito a seguire il tutto stando tra le ultime file con i miei parenti. Incontro anche la signora del negozio in cui lavoravo e mi telefona una mia amica di scuola che non sento appunto dai tempi della scuola che mi dice che vive a roma, fa l'avvocato e abita in una tenda da campeggio.

La processione è finita, e la folla inizia a disperdersi. Tento di restare vicino ai miei parenti ma molto spesso li perdo di vista e fatico a ritrovarli. Stiamo attraversando il centro storico del paese quando un tizio avvicina mio padre e iniziano a confabulare, ogni tanto mi lanciano un occhiata e soprattutto il tizio mi sorride. Penso:  vuoi vedere che questo mi vuole ed è andato a chiedere la mano a mio padre?
Quando terminano di confabulare, il tizio se ne va (quindi no, non mi vuole), e mio padre ritorna da me. Cerco spiegazioni e scopro che il tizio ha detto che mi vuole assolutamente per la sua prossima rappresentazione; avrò così una parte ne "La Coccinella Volante".
Mio padre ha dato per certa la mia presenza ed ora, io che non voglio partecipare mi ritrovo a dover escogitare un piano per evitare questa rappresentazione.

Mentre camminiamo mio padre mi passa il guinzaglio e mi dice di far fare i bisogni al cane, guardo il cane e mi accorgo che non è la mia cagnetta (quella sciagurata non vuole comparirere nei miei sogni e così mi manda le controfigure).

Con la controfigura del mio cane, mi dirigo verso casa pensando che NO, la coccinella volante proprio non la voglio fare.






P.S.
L'oscar come migliore attrice non pervenuta va alla mia stupenda quattro zampe!

Nessun commento: