26 gennaio 2010

Insalata o non Insalata, questo è il problema!

Quando quattro anni fa, feci i bagagli e mi trasferi nella ridente cittadina di Cuscì, una delle prime persone a cui mi affezionai fu la Signorina Insalata. Anche lei come me, era iscritta al primo anno di psicologia e con me viveva nello stesso studentato.

I primi giorni a Cuscì per me furono veramente traumatici, appena i miei mi lasciarono cominciai a piangere e a stare male, mi sentivo disperata, e l'unica cosa che riuscivo a fare era starmene immobile sul letto poichè ogni movimento mi provocava nausea, diarrea, mal di mare, di terra e di aria.

Fu il secondo giorno che la Signorina Insalata si presentò timidamente alla mia porta...ancora la ricordo, alta circa un metro e una brioche, un po paffutella, pantalone nero, maglione grigio e stretta nella mano
la cartelletta da premio nobel.

Per la sottoscritta fu subito simpatia.

Mi faceva ridere col suo dialetto strambo,con le sue battute e soprattutto con le sue strane storie.

Inizziammo a frequentare le lezioni insieme, pranzavamo alla mensa e alla sera tornavamo esauste a casa.

Spesso studiavamo insieme, però diciamocelo Insalata era molto piu intelligente di me o se non altro aveva una memoria da non crederci, cosi tutto quello che non capiva lo memorizzava..eh va beh si lo sappiamo tutti che è sbagliato imparare le cose a memoria, ma quando vai a fare esami pieni di date (come quello che io e la Signorina Insalata stavamo preparando) credetemi, la cosa torna assai utile.

Dopo poco il mio piccolo ciuffetto di insalata cominciò ad appassire.
Proprio non ci stava bene in quello studentato, e male sopportava le regole da seguire...il momento più critico arrivava con la notte.
Per la Signorina Insalata non c'era proprio verso di addormentarsi, così vagava per i corridoi in cerca di aiuto...prima del mio arrivo ebbe la sciagurata idea di chiedere aiuto ad una trentenne, studentessa fuori corso massimo di medicina, che apri la porta e al suo : "Mi sento male" le rispose pregna di spirito caritatevole, "Oh tu non mi devi svegliare di notte che poi perdo sonno e la mattina non riesco a studiare..e non ti permettere più che lo dico alla responsabile!!"
Tutta tristarella e con lo stomaco sottosopra il nostro piccolo ceppo di insalata se ne tornò in camera sua.

A me dispiaceva vederla cosi, tutta stralunata perchè non riusciva a dormire e ancor di più mi dispiaceva perchè vedevo in lei quei sintomi di ansia, quelle strane paure a me ormai tanto note!

Una sera mi chiese se poteva dormire con me, perchè da sola proprio non ci riusciva..e secondo voi io potevo dirle di no? Certo che no! Così acconsentì a quella che sarebbe di li a poco diventata una vera follia.

La sera, si portava coperte, piumone e cuscino e si accucciava sul paviemnto, accanto al mio letto.
Non serviva a niente dirle : "Guarda che così ti ammali ecc ecc."...lei ti supplicava in tutti i modi di farla restare, e visto che la branda era gia stretta di suo ed io larga di mio, gli unici posti in cui poteva dormire erano o la doccia o il pavimento.

Un giorno accadde l'inevitabile e la Signorina Insalata si ammalò.

Tutte ci prendemmo cura di lei : brodo caldo, minestrine varie, aspirine e compagnia bella!

Poi l'influenza passò e lei si ripresentò alla mia porta con la solita frase : "Posso dormire da te?"

La mia risposta fu: "No, perchè poi ti ammali....Facciamo così, resta da me fino a quando ti viene sonno, ma proprio tanto tanto sonno, e poi fili in camera tua a dormire al caldo nel tuo letto."

Fu così che non so per quanti giorni restammo sveglie fino alle tre/quattro di notte, a parlare sedute sul mio letto con gli occhi che mi si chiudevano dal sonno.

Nello stesso periodo cominciò a dire di voler dimagrire e allora complice il suo non saper cucinare smise di mangiare, del tipo che mi mangiava due fettine di pane al giorno!

Quindi questa ragazza non mangiava e non dormiva.

Io ero preoccupata e volevo aiutarla; iniziai a cucinare anche per lei, praticamente facevo la spesa per due, pensando che magari il suo problema fosse proprio il non saper e il non voler cucinare e poi gioia delle gioie  le dissi che poteva riprendere a dormire in camera con me.

Questa volta però escogitammo un piano: quando la responsabile (per la quale ognuna doveva dormire in camera sua) si chiudeva in camera, quindi verso le 11/11.30, con le altre ragazze trascinavamo il materasso della Signorina Insalata in camera mia, in modo che potesse dormire da me senza però starsene stesa tipo baccalà congelato sul paviemto.
Poi verso le 4.30 - 5.00 si alzava,  trascinava meterasso e coperte in camera sua e se ne restava li ad aspettare con ansia che si  facesse giorno!

Stremata da questo continuo non dormire Insalata decise di andare in erboristeria  a prendere qualcosa che le concilliasse il sonno. La commessa le diede una tisana bella forte e le disse : "Però se non riesci a dormire con la tisana prendi una di queste pillole"

La tisana come c'era da aspettarsi sul nostro ceppo di lattuga non sortì alcun effetto, allora esasperata una sera mandò giu un paio di pillole annaffiandole ben bene con una tazza di  tisana.
La sera come al solito le augurai la buona notte, spensi la luce e mi misi a dormire...la mattina seguente appena sveglia notai che sul pavimento giacevano ancora coperte e lenzuola e piu in la le sue pantofole..così allarmata andai a cercarla nella sua stanza e non la trovai. Da altre ragazze venni a sapere che durante la notte era svenuta nel corridoio e che la mattina aveva deciso di tornarsene a casa...lo aveva detto a tutte, tranne che a me. Si era sentita male a pochi centimetri da me e non mi aveva svegliata!

La Signorina Insalata di li a poco abbandonò lo studentato, per trasferirsi in una casa con altra gente, dove tra festini, libere uscite ed altro ancora ritrovò l'agoniato sonno.
Da me a poco a poco si allontanò ed io proprio non ne capivo il perchè..

Perchè aveva detto a tutte dello svenimento e del suo rientro a casa tranne che a me?
Perchè pur stando a dieci centimetri di distanza aveva preferito andare a svenire in corridoio da sola piuttosto che chiedermi aiuto?

L'unica risposta che riusci a dare a me stessa fu : Boooooooooooooooooooooooooh!

Un giorno però una ragazza mi confidò che la Signorina Insalata non mi sopportava perchè ero, a suo dire, TROPPO..troppo affettuosa, troppo appiccisosa, troppo premurosa!

Mi sentii davvero male, e diciamocelo anche un po usata!

Da allora ogni volta che la intravedevo, sull'autobus, all'università, per strada, cercavo di evitarla, o se proprio non potevo mi limitavo ad un ciao freddo e distaccato, mentre vedevo che lei a momenti si staccava un braccio per salutarmi con gioia, o che si vedeve da lontano aveva voglia di attaccare bottone.

Ma non ce la facevo era piu forte di me, mi aveva ferito!

E poi mi guardava e mi parlava sempre con quella faccia strana, piena di pena, ecco si come se io le facessi pena! Ed io questo atteggiamento proprio non lo tollero!

Ci è voluto un po per dimenticare quel dolore, ma ce l'ho fatta, anche se ancora un po il cuore mi duole al solo ricordo di quella grande presa per il culo che fu la nostra amicizia!




Qualche giorno fa clicco su LibroInFaccia, trovo una richiesta di amicizia, guardo meglio, e vedo la sua faccia da ceppo di Insalata!

Da giorni la sua richiesta è li che aspetta...giace in attesa di una mia decisione..e allora cosa faccio?

Accetto?
Ignoro?
Le mado un virus?

Ad essere sinceri  vorrei tanto  dirle  quelle due parole che dai giorni di quell' abbandono mi pulsano forte in cuore e che non ho avuto mai ne coraggio ne modo di dirle, e cioè


MA VAFFANCULO!


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