8 gennaio 2011

...DA CARDIOPALMA

La notte di capodanno, poco prima dell'una, mentre il paese risuonava ancora di botti, brindisi e risate, io e la mia famiglia avevamo gia finito i festeggiamenti del caso e ci stavamo mettendo a letto!
Mentre ero sdraiata sul letto stile otaria in fin di vita, stremata da quel porco di un cenone, e con le ultime forze rimaste mandavo insulsi e per nulla sentiti messaggi di auguri a numeri presi a caso dalla rubrica del cellulare, vedo mio padre entrare in camera, bianco in viso e tutto tremante che mi chiede di aiutarlo a tirare giu la tenda del bagno!!!

Durante il cenone mio padre non è stato un granchè bene ma siccome è un signore e non voleva rovinare la festa ha fatto uno sforzo disumano ed è rimasto seduto a tavola con noi, ed ha persino ascoltato tutte le mie stronzate mentre il suo viso assumeva pian piano tutti i colori che un volto umano puo assumere...scattata la mezzanotte però ci ha salutati e si è ritirato in camera sua...di li a poco è corso in bagno a vomitare l'anima (per questo voleva tirar giu la tenda, nell'impeto ci aveva vomitato su)!!

Papà, ma cosa hai?
Niente, niente, ora mi metto a letto!!
Ma hai vomitato sangue?
No, non si capiva, c'era il pomodoro degli spaghetti!
Ma hai cagato sangue?
Un po!

Si mette a letto e mi chiede una bottiglia d'acqua e un secchio, nel caso gli rivenga da vomitare e tremante come una foglia in pieno autunno si rifugia sotto le coperte!
Io e mia madre siamo seriamente preoccupate, perchè sappiamo quanto quell'uomo in certi casi possa essere menzognero!

Comunque ci mettiamo a letto!

Cinque minuti dopo, il mio corpo ha gia fiutato il dramma che aleggia nell'aria e l'intestino ha preso a ballare una break dance assai scatenata tanto da costringermi ad andare in bagno a scaricare il maligno che è in me!!

Mentre sono in bagno sento mio padre fare il tipico verso di chi sta per vomitare e subito dopo una cascata, rumore d'acqua versata di getto in un secchio...non vomito, ma come di acqua e pochi istanti dopo sento mia madre che piangendo urla:

"Veid ce ste a rovesciòò...mooo ama scei au sptol"

(Per i non autoctoni :"Ti rendi conto di cosa stai vomitandooo? Dobbiamo correre subito in ospedale")

A questo punto esco dal bagno e trovo mia madre nel corridoio col telefono in mano che improvvisamente non sa piu usare, e mio padre seduto sul letto, ancor piu bianco in viso che stringe a se il secchio pieno di sangue!

Cerco allora di fare l'adulta della situazione, alzo un braccio verso mia madre ed esordisco con un: "manteniamo la calma", subito però mi rendo conto di quanto io sia totalmente incapace di fare l'adulta perchè il mio braccio trema e la voce è rotta dal pianto...comunque sia afferro quel telefono e chiamo i miei fratelli, che abbandonino subito ogni festino e corrino immediatamente in nostro aiuto!

Ormai tutto ciò che ho dentro è in subbuglio, il pandoro si è incontrato con l'antipasto mari e monti, quattro metri di intestino si sono attorcigliati attorno al cuore e la bile dopo essermi esplosa si è mischiata con quel che resta del fegato dando vita ad una specie di simmenthal!

La bimbominchia che è in me ha preso ancora una volta il sopravvento...so di non essere di alcuna utlità, non ce la faccio ad avvicinarmi a mio padre perchè mi terrorizza il contenuto di quel secchio e in piu inizio a sentirmi male...decido allora di farmi fisicamente da parte (badate bene però, solo fisicamente perchè spiritualmente, emotivamente, visceralmente sono li, attaccata a mio padre!) i miei fratelli sono finalmente arrivati ed io restando li potrei solo sentirmi ancor più male ed essere di intralcio anzichè d' aiuto....

I miei fratelli e la mia mamma portano papà all'ospedale piu vicino mentre io e mia cognata restiamo a casa con la nonna.

Quel che resta della notte è un susseguirsi di telefonate drammatiche, preghiere e fioretti piu o meno credibili, diarree, spasmi, tremori e gelo...gelo profondo..un freddo che viene da dentro e ti attanaglia, un freddo che nessuna coperta di questo mondo è in grado di scaldare!

Non so come, ma comunque sia sopravvivamo tutti a quella notte...

Papà purtroppo continua a perdere sangue, e la debolezza non gli regala certo molta lucidità; le emorragie si susseguono sempre piu violente e i medici non danno molte speranze:

"Di solito quando le emorragie diventano cosi violente, vuol dire che non c'è molto da fare"

"Fatevene una ragione, per il tipo di male che ha, è gia tanto se ve lo siete goduti un anno e mezzo"

Vogliamo portarlo a San Giovanni Rotondo, dai medici che lo stanno "curando" per il cancro, ma è troppo debole, è uno scricciolo che non puo essere spostato...

Quanto abbiamo pianto solo Dio lo sa.

Alla fine un medico coscienzioso, si assume la responsabilità di metterlo in un ambulanza e di portarlo in un altro ospedale dove, oltre che ad atteggiarsi ad uccelli del malaugurio, possono fare qualcosa di più concreto per il mio papà.

L'ambulanza corre a luci spiegate, corre così forte che non si riesce a stargli dietro!

E' sera ormai e mio padre è stremato, decidono allora di fare una gastroscopia per individuare le varici lacerate e chiuderle con dei lacci...

L'intervento riesce, ma il medico che lo ha eseguito, ci tiene a precisare che questo tipo di intervento ha di solito esito positivo, ma le varici di mio padre sono troppo grosse e i laccetti potrebbero non tenere!

Passa così un altra notte tra flebo antiemorragiche e pannoloni pieni di sangue da cambiare ogni cinque minuti....

E' domenica, e finalmente riesco a sbolognare nonna a qualcuno e a correre con mio zio in ospedale da papà.

Entro in quella stanzetta blu e lo vedo lì sdraiato, vicino alla finestra, bianco da far paura, lento nei gesti, con poca forza per parlare, mi avvicino e lo ricopro di baci e di carezze e anche se tutti mi hanno detto di non piangere davanti a lui, le lacrime vengon giu che è un piacere e non c'è modo di fermarle!

Smania, sente caldo, ha la schiena indolenzita, ogni tanto si lamenta, gli do la mano ma non ha la forza per stringermela, ma non importa, ha le gambe scoperte perchè effettivamente in quella stanza fa troppo caldo!

Ogni tanto mi chiede di bagnarli le labbra, ed io lo faccio con tutto l'amore e la dedizione che ho in corpo, lo stringo, lo accarezzo, poggio la mia testa vicino alla sua su quel cuscino che non c'è, perchè qui puo capitare anche questo,che in un ospedale finiscano i cuscini!

Vorrei restare li con lui, accarezzargli per ore quella sua testa un po pelata, baciargli gli occhi stanchi, bagnarli le labbra secche, tenergli fermo il braccio affinche le flebo scorrano tranquille, vorrei restare li a raccontargli qualche mia stupidata, chissà gli faccia bene..ma non posso restare e sono costretta ad andare via!!



E' passata una settimana circa da quella notte, papà è ancora in ospedale, ma dopo cinque sacche di sangue e le dovute cure sta meglio! Gli hanno dato  perfino un cuscino!!

Ora sta meglio ma devo abituarmi all'idea che un giorno, forse non molto lontano, se ne andrà, così, vomitando sangue...o giu di li!
Se ne andrà e mi lascerà da sola, ad affrontare quella vita che non so affrontare! Mi lascerà a fare "l'uomo" di casa...ma quale uomo? Come posso badare a mia madre e a me stessa se a malapena riesco ad allacciarmi le scarpe da sola? Non sono assolutamente pronta ad una vita senza di lui, è un dolore che non sono in grado di sopportare, di gestire....se muore, muoio anche io!!

Insomma questa volta  i medici lo hanno riacchiappato in tempo per quel suo ciuffetto di capelli, ma la prossima volta?
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A lungo mi sono chiesta quanto potesse essere giusto o meno scrivere una vicenda così personale qui, in questo luogo pubblico, in questo mondo cosi fatuo, dove chiunque puo entrare, curiosare, e giudicare!
Alla fine però, ho comunque deciso di raccontarvi questa storia, perchè questo è il mio diario di bordo, questo blog è nato per farmi compagnia e per darmi la possibilità di osservare lo scorrere dei giorni e degli eventi!
E quindi, criticatemi, disapprovatemi, ritenetemi pure una figlia screanzata, ma io sentivo di doverlo scrivere, di doverlo mettere nero su bianco, e così ho fatto!

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