5 giugno 2009

PA - TE - TI - CA !

Tempo fa, dopo le superiori, prima dell'università, esattamente quando sono iniziati i malori  quali attacchi di panico e depressione (quindi quando mi si è aperto un buco nero sotto i piedi, e nelle viscere), su consiglio del medico e per mia esigenza sono andata a lavorare!
Ora, usare il termine lavoro, mi pare esagerato, diciamo che mi sono proposta volontariamente allo sfruttamento! Per un anno ho trascorso le mie giornate in un negozio : una versione moderna e
rivisitata della vecchia merceria delle nostre nonne!
Può sembrare stupido e poco ambizioso ma io in mezzo ai bottoni, ai fili, alle bambole, ai nastri e ai merletti mi sentivo in pace col mondo! Mi sentivo a casa! Quel posto un pò mi ha salvata, perchè mi impediva per qualche ora al giorno di pensare all'inferno che mi portavo dentro, mi ha messo a contatto con la gente, e la gente solitamente ti racconta un sacco di storie interessanti!  Avevo le mani quasi sempre occupate e di conseguenza anche un pò la testa!
Lì ho trasformato la paura per i cani in amore viscerale e sviscerato per gli animali! (Grazie al piccolo Charly che ora non c'è piu !!)
Insomma a me tutto sommato piaceva quel lavoro ! Però non ero pagata! All'inizio la cosa mi andava anche bene, perchè poco mi importava dei soldi, il mio obiettivo primario era quello di stare fuori casa e di superare le mie paure (ormai avevo terrore di tutto e quando dico tutto, intendo proprio tutto).
Il tempo però passava ed io un pò per le pillole, un pò per il conforto del mio medico, un pò per intercessione di  qualche Santo (che colgo l'occasione per ringraziare!), cominciavo a sentirmi meglio! Divenne a quel punto molto frustrante per me lavorare senza percepire una gratifica economica seppur minima! Poi ci si mise pure la gente a frustrarmi: mia cugina (che non ha mai lavorato in vita sua) un giorno vedendomi pulire la vetrina del negozio mi disse : "C'è l'assicurazione vicino a casa
che cerca persone, perchè non provi a chiedere, magari ti prendono ! Dispiace vederti in questo negozio quando potresti sfruttare il tuo diploma! " Ci si mise persino la mamma di Pepe, che una volta se ne uscì con la triste espressione : "dispiace che non hai continuato l'università, vedi se riesci perchè è proprio un peccato" (E pensate che potevo diventare la nuora di questa donna!!! Un brivido mi gela la schiena!!)

Un giorno poi la titolare del negozio (una tizia tutta pepe) che ovviamente era a conoscenza dei
miei problemi, si permise di dare un suo parere saccente sulla mia situazione, sminuendo il mio dolore (cosa che io odio, quando un pò tutti, cani e porci compresi, senza offesa alcuna per i cani e per i porci, si
atteggiano a dottori, però sempre ed esclusivamente con i problemi degli altri) e allora io esausta di tutta la situzione sbottai, feci uno show dei miei e me ne andai sbattendo la porta!

Tante volte mi sono pentita di quel gesto...l'assunzione era ormai vicina!

Poi ci ho fatto pace con la tizia del negozio, perchè alla fin fine ho il cuore di burro e a lei mi ci ero affezionata.

Però del negozio non volevo saperne più nulla, mi ero messa in testa che dovevo fare l'università
bisognava salire di rango, puntare ad una posizione di prestigio, basta bottoni e basta merletti
dovevo diventare una dottoressa! Ce l'avrei fatta!

.......


Non ce l'ho fatta!

Da allora di anni ne sono passati quasi sei, l'univerità la frequento da quattro anni ma con scarsissimi
risultati (oh per intenderci, quando studio gli esami li faccio e li supero, il fatto è che non ho voglia e testa per studiare mi manca la concentrazioni e mi sento le farfalle un po dappertutto)

Durante questi anni, mi è capitato spesso di sognare il negozio:
io che chiedevo alla tizia di riprendermi a lavorare,
io che mi aggiravo tra gli scaffali,
io che servivo le clienti ecc..
Sono due notti di fila che sogno il negozio..la scorsa notte è stato il turno della titolare (che nel frattempo ha divorziato dal marito, ha trovato un giovine di belle speranze ha chiuso i battenti e se ne è andata con lui in un altro paese a costruirsi un altro impero) che mi diceva che non chiudeva più il
negozio e che mi voleva per forza li a lavaorare, che c'era bisogno di me...
Questa notte invece ho sognato che l'ex marito della titolare mi abbracciava e si metteva a piangere sulla mia spalla, e io gli accarezzavo il capo,consolandolo! Poi mi sono alzata e sono uscita dal negozio praticamente strisaciando, tipo passo del giaguaro, perchè non mi funzionava più una gamba (ma va beh questa è un'altra storia!)

Lo so, sono solo sogni, normali attività del cervello, che ci ripropone esperienze o cose che abbiamo visto o vissuto, un modo che il cervello ha per non morire quando noi dormiamo...

Sono solo sogni ma ugualmente mi chiedo :

E se la mia felicità si celasse in un attività molto più umile e semplice?
E se la mia felicità non portasse l'appellativo di Dottorssa?
E perchè per me è cosi difficile accettare l'idea di una vita mediocre? Una vita fra le tante?

Ma sarò mica un'esaltata?

Mah!!


Nessun commento: