29 febbraio 2012

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà ?

Quando succederà? Come succederà?
Queste sono le domande che hanno a lungo occupato i miei pensieri negli ultimi due anni.
Ho usato tutta l' immaginazione a mia disposizione per pensare al come e al quando, mi sono chiesta se sarebbe stato violento o più dolce e ho pensato molto anche a come avrei reagito io, cosa sarei stata in grado di sopportare e cosa no. E a dire la verità erano molte le cose che secondo me non sarei stata in grado di sopportare e ciò incrementava sempre più le mie paure.

E poi alla fine è accaduto.

E' accaduto il 20 febbraio 2012,  in un giorno di sole!

La mattina come al solito sono uscita per sbrigare un po di commissioni e al mio ritorno ho trovato i miei fratelli, le mie cognate e i miei zii tutti a casa, attorno a papà che aveva il volto paragonabile ne piu ne meno che a quello di Cristo in croce.
Mi sono tolta le scarpe, sono saltata sul letto e mi sono seduta accanto a lui.
Scottava, aveva la febbre a 40 e non parlava piu!
Gli occhi sembrava pronti a sciogliersi da un momento all'altro.
Verso le due ha iniziato a fare uno strano ed inquietante respiro, emetteva lo stesso gorgoglio che fa la macchina del caffè quando il caffè comincia a venir fuori.
Sempre piu forte, piu forte, sempre piu forte.

Verso le tre, non ce l'ho fatta piu e ho deciso di allontanarmi un po perchè iniziavo a sentirmi male, nello stesso frangente è arrivato il medico dell'ant che appena lo ha visto si è rammaricato. Ha provato a raggiungerlo in qualche modo: urlando il suo nome, schiaffeggiandolo ma è stato tutto inutile. Era sopraggiunto un blocco renale e tutti i liquidi gli stavano lentamente invadendo i polmoni togliendogli aria.

Mi sono chiusa per un po in camera mia, ma non ho perso un singolo respiro: il tempo non era piu scandito dai miei respiri ma da quelli di mio padre, così pesanti e pieni di sofferenza.

Verso le quattro ho mandato a farsi benedire tutte le mie paure e sono tornata da lui.
A quel punto mi si è palesata una scena che non dimenticherò mai finchè avrò vita.
Il suo viso, la sua testa, erano diventati viola.
Sconvolta da questa visione mi sono avvicinata, gli ho preso il volto tra le mani e piangendo gli ho chiesto scusa : "Papà scusa se ti ho fatto arrabbiare, ti voglio bene", così gli ho detto.
Poi mi sono messa di nuovo sul letto, appollaiata vicino a lui, con la mia testa sul suo cuscino e di tanto in tanto gli sussurravo nell'orecchio, senza che nessuno mi vedesse, "Ti voglio bene".

Ad un tratto il respiro, come preannunciato dal medico, si è calmato e ciò voleva dire solo una cosa: la fine.

Il respiro s' è fatto lieve e poi all'improvviso, senza far rumore, in punta di piedi, quasi senza che ce ne accorgessimo se ne è andato.

Così alle 16.45 in silenzio e tutto viola se ne è andato un pezzo del mio cuore.

L'ho abbracciato ed ho pianto ed ho urlato "papà" con tutto il fiato che avevo in gola.
L'ho baciato e accarezzato e stretto forte a me.
Ed io spero che in un modo o nell'altro abbia sentito che non era solo e che eravamo tutti li accanto a lui.

Ho visto mio padre morire, è morto a due centimetri dalla mia faccia.
L'ho visto nella bara, l'ho vegliato per quasi due giorni, pulendogli le bollicine che venivano fuori dalla bocca di tanto in tanto, l'ho continuato ad accarezzare e baciare nonostante il sopraggiunto rigor mortis.
L'ho visto lasciare questa casa steso in una bara.
Ho passeggiato con lui per l'ultima volta sotto la pioggia.
Dopo circa quindici anni mi sono confessata e ho fatto la comunione per il suo funerale.
L'ho salutato per l'ultima volta ed ho assistito minuto dopo minuto, al momento in cui la bara veniva saldata.
L'ho visto tumulare.
Ho posto il mio mazzo di fiori accanto alla sua tomba.


Ho sopportato cose che mai avrei pensato di riuscire a sopportare.


E da quel giorno mi sorprendo a collegare cose che accadono semplicemente per puro caso a mio padre.
Per esempio, durante gli ultimi suoi giorni di vita nella camera da letto hanno preso a scoppiare le lampadine e quando dico scoppiare intendo proprio scoppiare. Una volta morto quelli delle onoranze funebri hanno allestito la stanza mettendo in corrispondenza della bara un crocifisso con un faretto, ad un certo punto mi avvicino a papà e il faretto si spegne, proviamo a sistemarlo e quello si riaccende per poi spegnersi di nuovo, smanettiamo un altro po e il faretto resta accesso. Lo stesso giorno scoppia e quando dico scoppiare intendo proprio scoppiare, una lampadina a casa di mia nonna.
Ho subito pensato che fosse un segnale di papà.
Ora in fondo al mio cuore so benissimo che le lampadine probabilmente sono scoppiate a causa di circuiti elettrici vecchi e difettosi o solo perchè gli  andava di scoppiare e che il faretto si era semplicemente allentato a causa dei numerosi trasporti,  ma sempre nel mio cuore, solo un po piu in fondo mi piace pensare che sia stato lui, un modo per dirci : "Io ci sono"...è un pensiero che mi consola.
Altro caso, però parecchio suggestivo, è che mio padre se ne sia andato lo stesso giorno in cui morì sua madre piu di venti anni fa. E allora la ragione in tutto ciò ci vede semplicemente un caso, il cuore invece mi sussurra di una madre che impietosita si viene a riprendere il figlio.
E di quella stella apparsa proprio accanto alla mezza luna ne vogliamo forse parlare?

Papà, la verità è che mi manchi da morire!!!!!

3 febbraio 2012

Lunedì ore 18 : Oculista

Mentre sono nella sala d'aspetto che mando messaggi insulsi alla mia amica del cuore Nicolò, mi chiama una delle due segretarie perchè ha bisogno di un po di informazioni per compilare la mia scheda.
Mi chiede come al solito le generalità e poi se prendo farmaci.
Io rispondo di sì che prendo l'eutirox per via della tiroide e lei scrive.
Faccio cinque secondi di pausa e poi dico: "prendo anche un antidepressivo e un ansiolitico, non credo sia molto rilevante però!"

Apro una parentesi.
Credo che molti al posto mio non lo avrebbero detto. Io però l'ho detto. E perchè?
Prima di tutto per via della mia fifonaggine e della mia leggerissima tendenza alla catastrofe, tipo: il collirio per dilatare le pupille mi fa interferenza con l'antidepressivo e rimango con le pupille spalancate a vita; oppure l'ansiolitico puo aver reso troppo sensibili le mie zone molli e appena mi mettono due gocce di collirio gli occhi iniziano a friggere...non si sa mai, ragà!  E quindi ogni volta che vado da un medico e questo mi chiede se prendo farmaci io glielo dico sempre e comunque che assumo psicofarmaci, così se succede qualcosa non possono poi dire che non li avevo avvisati...... e posso fargli causa.
E poi, sapete perchè racconto sempre la mia storia da malata di panico (medico o non medico)?
Perchè penso che sia giusto così. E' giusto nei miei confronti. Mentire o nascondermi vorrebbe dire ancora una volta vergognarmi di quella che sono. Provo così tanta vergonga per cio che sono: per il mio aspetto, il mio peso, per i miei fallimenti, che no, francamente non voglio vergognarmi anche per questo. Perchè questa è una cosa che puo succedere a tutti. Nessuno escluso. Un giorno qualsiasi ti si spezza l'anima , va a farsi fottere una sinapsi, si spegne qualcosa nella testa e sei nella merda.
E visto che da quel momento in poi ci penserà il tuo disturbo a fotterti, perchè fotterti ulteriormente e con le tue stesse mani, ghettizzandoti?
Tanto ci penseranno gli altri a ghettizzarti, come quando una suora mi disse : "Sì però è meglio se questa cosa la tieni per te, perchè non tutti sono in grado di capire".
Eh suora mia, ma la prima a non capire sei proprio tu, che mi dici una cosa del genere, perchè è come se mi stessi dicendo nascondi quello che sei e vergognati per cio che ti è successo!
E per quanto riguarda gli altri beh, non capiranno mai se continuo a nascondermi  o ad evitare di parlarne e quindi io racconto, pur consapevole che effettivamente la maggior parte della gente non capirà mai o penserà la cosa piu facile da pensare: è pazza!
E poi io nove anni fa avrei pagato pur di parlare con qualcuno che aveva vissuto il mio stesso dolore e allora perchè io non ne posso parlare e magari essere d'aiuto a qualcuno che si sente perso e solo come spesso mi sono sentita io?
Chiusa parentesi.

La segretaria smette di scrivere, mi guarda e con fare curioso dice: "E perchè prendi questi farmaci?"

Mi sento in imbarazzo, insomma mi sembra chiaro il perchè! Cioè antidepressivo, ansiolitico, si capisce no a cosa servono?!

Sorrido e le dico: "Sai com'è non avevo niente da fare e allora ho iniziato a prendere pillole".

Sorride ed insiste: "E se non le prendi cosa succede?"

"Guarda non ho mai provato e quindi non ti so dire."

Mi guarda.

"Ho sofferto di attacchi di panico e sono una persona ansiosa, per questo le prendo".

"E' possibile che da sola non ci riesci ?"

"Guarda sono nove anni che ci convivo , purtroppo non abbiamo ancora capito il nocciolo della questione, il motivo che mi fa stare male e quindi se smetto di prendere le medicine gli attacchi ritornano forti ed invalidanti come una volta. Le medicine non tolgono il disturbo, servono solo a contenere i sintomi."

"Secondo me ci vuole piu volontà!!"

Innervosita da quest'ultima stupida ed inutile perla di saggezza rispondo : "No vabbè senti, qui non si tratta più di volontà. In questi casi la volontà serve fino ad un certo punto. E' come quando ti viene il raffreddore. Tu puoi forse, con la tua forza di volontà, farlo andare via? No, appunto! Ritengo di aver fatto grandi progressi, perchè ero ridotta molto male!"

"Ma cosa ti sentivi?"

"L'inferno in corpo.

....

Succede"

Mi guarda e scuotendo la testa fa: "Eppure una ragazza come te!!!"

La nostra conversazione si interrompe qui perchè lei deve continuare il suo lavoro ed io devo continuare ad aspettare il mio turno.

Dopo la prima parte della visita mi risiedo nella sala d'attesa e un'altra assistente mi viene a mettere il collirio. Passa un po di tempo e la segretaria dalle mille domande mi si avvicina con la boccetta del collirio, allora le dico: "Ma di nuovo? Me lo ha messo gia la sua collega".  Lei mi guarda e così come si parla ai pazzi mi dice: "Staaai caalma.... noon tii preoccuparee"

Finisco la mia visita e passo dal bancone della segretaria per pagare.
Appena mi rivede mi fa: "Ma tu studi o lavori?"
Io mi metto a ridere e rispondo: "Ma cos' è tutto questo interesse nei miei confronti?! E comunque faccio dei lavori per il tal negozio "
"Ah ah, buono a sapersi!!"

Esco e mi ritrovo sotto la pioggia, dico addio al capello liscio che mi sono fatta il giorno prima dal parrucchiere ed inizio a pensare che forse è ora di rivedere la teoria 'non mi devo vergognare a raccontare i cazzi miei a cani e porci!'



A questo punto però mi resta un unico grande dubbio, è dalle sette di ieri sera che ci penso, quindi aiutarmi a capire: ma cosa avrà voluto dire con quel " Eppure una ragazza come te!!" ?





P.S. Due post consecutivi in cui parlo di suore, sento che la vocazione è prossima!!!!

1 febbraio 2012

Fatti sparsi

●  COME SE NON BASTASSE IL DOLORE PER MIO PADRE

Venerdì scorsco mentre il medico aspirava liquido dalla pancia di mio padre io ho dovuto portare d'urgenza la piccola quattrozampe dal vetrinario visto che continuava a perdere sangue nonostante i normali sette giorni di calore  fossero abbondantemente passati.
Riesco ad ottenere un passaggio da mio zio (dato che i miei veterinari di fiducia si trovano in un altro paese) e arrivo in ambulatorio con la piccolina tutta afflosciata sul mio braccio. Superiamo brillantemente i 10 minuti di panico che le vengono ogni volta che capisce di essere dal veterinario e appena arriva il nostro turno entriamo. I medici sospettano subito che si tratti di piometra, ossia un'infezione all'utero, dovuta anche al fatto che la piccola non si è mai accoppiata. (Allora mi viene il sospetto che prima o poi verrà anche a me la piometra). Con difficoltà, vista l'agressività del mio cane, prelevano del sangue dall'esile zampetta posteriore e le fanno un antibiotico. L'emocromo risulta nella regola ma per avere un quadro piu chiaro della situazione dobbiamo fare un ecografia.
Dopo piu di un'ora di attesa arriva l'ecografa che tira fuori l'aggeggio ed ispeziona il pancino della mia piccolina. Fortunatamente non è piometra, ma solo un po di endometriosi (che successivamente mia cognata mi dirà essere molto frequente tra le suore e che quindi colpirà anche me!!!)
La quattrozampe deve essere comunque sterilizzata onde evitare di ritrovarci  fra qualche mese davvero con una piometra o altre cose brutte, almeno però possiamo fare tutto con piu calma!
Ci prescrivono antibiotico ed antiemorragico e ce ne trorniamo a casa dove le infilo un paio di mutande pannolino e la metto a dormire.
Il giorno dopo rinasce: niente più perdite, niente piu musino triste ma solo tanti schiamazzi e dita mozzicate, tutto tornato alla normalità quindi.
Lunedì come stabilito telefono alla veterinaria per comunicarle le condizioni del cane. Io tutta felice le dico che cipollina mia ormai sta bene e quella invece mi dice che sono usciti i risultati delle analisi e che la situazione è tragica: ha la pancreatite!!
Mi dice che urgentemente dobbiamo cambiare l'alimentazione del cane che altrimenti rischia di morire, anzi si meraviglia di come non stia gia vomitando e cagando a spruzzi visto i valori che ha.
Mi consiglia alcune marche di crocchette da comprare poi però mi dice che non importa la marca, quello che importa è che abbiano la dicitura OBESITY.

Ora, io mi sento infinitamente in colpa verso questo cane perchè non sono stata in grado di difenderla dalla grassa maledizione che affligge questa casa. Mi sono sentita anche molto in imbarazzo e sempre tanto in colpa quando sono andata nel negozio di fuducia a chiedere di questi croccantini speciali, convinta che l'unico pensiero dei presenti fosse: guardatela è grassa ed ha fatto ingrassare ed ammalare pure un povero cane innocente.


PROPOSTE INDECENTI

Quasi quotidianamente ormai viene qui a casa il medico dell'ant (praticamente un angelo della morte) a visitare mio padre.
L'altro giorno ero in camera da letto che aiutavo mio papà a mangiare uno yogurt quando quest'uomo mi arriva alle spalle e riferendosi a mio padre che di solito è sdraiato e quasi sempre addormentato esclama: "Aaaahh che bella scena!!"
Io mi volto e gli dico:"Cosa? Vedere me da dietro?"
Come cazzo mi sia venuto non lo so!!
Da allora cerco di non uscire dalla mia stanza onde evitare di proporgli di andare a limonare nello sgabuzzino tra le scope e i pomodori pelati.



QUATTRO RUOTE

Che ci crediate o no, ormai mi metto al volante quasi tutti i giorni.
Mi mancano ancora due pasi importanti da fare per poter finalmente depennare la voce guidare dall'elenco degli obbietivi da raggiungere e cioè :
- guidare da sola (esco sempre con mamma che non sa guidare però mi fa da sostegno morale);
- guidare di sera (usciamo quasi sempre di mattina e guidare col buio francamente mi spaventa un po).

Comunque sia ogni volta che esco di casa, svolto l'angolo in direzione garage e trovo la strada completamente libera mi parte automaticamente in testa lo stacchetto bon sci bon sci bon bon bon e poi la voce che dice : ti piace vincere facile?? Io rispondo di si e tutta soddisfatta esco la macchina dal garage.

P.S. Da oggi so per certo che non mi piace guidare con la pioggia.


VARIE

- Avete visto in cosa si è trasformato Splinder? In un coso chiamato peeplo, che sa un po di peli e un po di people. Che amarezza!

- Mi vado a tagliare i capelli che sembra Maria Maddalena versione extra large !!