4 novembre 2013

Di carrelli vuoti, polpi e seppie

Qui, tutti sappiamo quanto la mia attività onirica possa essere fantasiosa e molto spesso crudele.
Di solito però, sognare demoni, mostri e situazioni disperate non mi tange. Al risveglio sto comunque bene e anzi sento di dovermi complimentare col mio cervello per aver prodotto un simile scempio.

Da alcune notti però non sto sognando mostri o catastrofi varie ma situazioni piu normali, ed è forse proprio questa normalità, questa vicinanza alla realtà dei fatti che mi lascia, al risveglio, devastata.
Perchè sono cose che realmente potrebbero accadere (piu o meno eh!) ed io vivrei veramente quelle sensazioni tanto spiacevoli provate nel sogno.

Due notti fa per esempio ho sognato la signora Lucia, ossia la titolare del negozio in cui tempo fa ho "lavorato", virgoletto il verbo lavorare perchè in realtà non si trattava di un vero e proprio lavoro visto che non venivo pagata. Lo chiamerei più sfruttamento, ma vabbè!

Insomma sogno di rientrare nel negozio (che nella reltà non esiste piu') e incontro lei, che in qualche modo ho sempre ammirato per la sua capacità di essere femmina (cosa che a me, pur avendo le ovaie, non riesce molto bene) e inizio a scambiarci due chiacchiere.
Una delle prime cose che lei mi chiede è se voglio partecipare a dei corsi di ginnastica dove ci sono altre donne cicciottelle. Io ci rimango un po male, cioè porca miseria, ti vengo a trovare dopo anni in cui non ci siamo viste e la prima cosa che fai è farmi notare quanto sono ingrassata?
Arriva una cliente, così colgo la palla al balzo, la saluto e mi avvio all'uscita. Lei, dall'altra parte del negozio, urlando mi chiede: "Allora che fai, vieni ai corsi di ginnastica?" Io le rispondo che ci penserò e le farò sapere. Faccio per uscire ma mentre sto chiudendo la porta, sento Lucia che dice alla signora: "Mamma mia come si è ridotta male. Questa l'ho tenuta in negozio perchè non stava bene e aveva bisogno di uscire e di stare in mezzo alla gente...ma adesso gurdala che brutta fine ha fatto!"

A me si spezza all'improvviso il cuore e subito dopo mi sale una rabbia fortissima. Allora mi accosto alla vetrina nella speranza di captare qualche altra frase ma lei, che gira per il negozio,  mi vede, si blocca e mi fissa. Io in preda alla vergogna scappo via in lascrime.


Stanotte invece ho fatto un sogno se vogliamo ancora piu cretino ed inquietante.
Ero in giro con la mia amica di vecchia data Pola, e un carrello. Cosa ci facevamo in giro per il paese con un carrello della spesa (vuoto), non lo so, quindi non me lo chiedete. E' così e basta.
E comunque il carrello lo portavo io.

Passiamo davanti ad un negozio in cui lavora un ragazzo che mi piace. Lo guardo, mi guarda e come al solito proseguo per la mia strada.
Ma questa volta, al contrario delle altre volte il tizio esce e ci chiama. Ed io penso : ma questo scemo proprio oggi mi deve fermare che sto vestita piu stracciona del solito, ho le sopracciglia a cespuglio, e ci sta Pola e pure il carrello?
Ci fermiamo, io e Pola ci guardiamo un po smarrite e poi lui sorridendo mi dice : " Puoi lasciare il carrello qui" e mi indica uno spazio vuoto tra due macchine. Parcheggio il carrello ed entro con loro nel negozio.
I commessi sono seduti tutti in un angolo, ci guardano e sorridono, mentre il tizio ci fa strada verso il suo ufficio. Arriviamo lì, lui si siede dietro la scrivania e noi dall'altra parte.
Esordisce, rivolgendosi alla mia amica Pola, dicendo: "Vi ho chiamate perchè sono interessato alla tua amica (cioè a me) e invece a te (cioè a Pola) volevo parlare della chirurgia bariatrica."
Ora, Pola per costituzione è sempre stata, prima una bambina e poi una donna, molto esile e minuta, ci sono stati momenti in cui addirittura rientrava nella fascia dei sottopeso, perciò a me la situazione appare molto surreale.
Cioè questo qui sta consigliando alla mia amica pelle e ossa di operarsi per dimagrire, figuriamoci cosa ha in serbo per me.
Pola mi guarda smarrita, ed io ricambio lo sguardo sperando di riuscire a concentrare in una sola occhiata le seguenti parole:"PolaTiPregoNonFareDomandeDigliDiSiAlzatiEvaiPoiTiSpiego".
La cosa sembra funzionare, Pola ringrazia il tizio per i preziosi consigli, si alza e se ne va.
Rimaniamo soli, io, lui e le mie sopracciglia a cespuglio.
Mi dice che gli piaccio, però ci tiene a farmi presente che per quanto adesso la sua vita vada a gonfie vele, in passato è stato in galera (in galera, rendiamocene conto!!!).
Gli chiedo il perchè e mi risponde con tranquillità.... ma adesso la risposta non me la ricordo, credo avesse a che fare con delle macchine o delle scommesse.

Insomma alla fine ci salutiamo con la promessa di rivederci il giorno dopo e ci scappa pure un bacino.

Il giorno dopo quando ci rivediamo questo qui sta in modalità polpo e a me da fastidio, mi da fastidio che mi tocchi, mi da fastidio che non provi schifo e fastidio per il mio corpo come invece lo provo io... non per il suo, per il mio. Non capisco come diavolo possa piacergli sul serio...mi sta prendendo in giro? E' un deviato? Che vuole con queste mani? Dove va? Oh! Ma che è? Ti stai calmo?

Tiro un urlo, i commessi che erano di là corrono a vedere cosa è successo, colgo l'attimo e scappo via.

Vado in stazione, faccio un biglietto per il mio paese ma il treno è partito tre minuti fa ed ora mi tocca aspettare un'altra ora.

Arriverò a casa per le due.


2 commenti:

Airbag ha detto...

ora capisco perché preferisci i mostri. Concordo.

straf ha detto...

Alla fine del post mi sono resa conto che non hai scritto che tipo di negozio fosse.
Mentre leggevo però immaginavo una libreria, chissà perché.
Forse perché fra i libri ti ci vedo bene.