2 maggio 2015

La non vita

Chiudo la porta, poi la persiana.
Serro ogni spiraglio di luce.
Creo una stanza buia, più buia che posso.
Mi stendo sul letto e resto immobile.
Respiro.
Sento di là una persona che piange.
Piange a causa mia...ancora una volta.
I nervi distrutti.
Ho spaccato un piatto in preda alla rabbia ma ne avrei voluti spaccare cento, avrei voluto spaccare ogni cosa.
Chiudo gli occhi.
Non c'è pace, non c'è speranza.
Qui nel più totale dei bui e dei silenzi provo a non esistere, a non esistere più.